Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/10

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cessione del veneto. 31

l'ordine di ritirare tutte le bandiere, come avevo fatto per Venezia e Mantova.

Avvertii che attesa l'importanza delle Piazze, sarei venuto a Verona per informarmi del materiale, ma raccomandai caldamente che non mi si facesse veruna dimostrazione. Saputosi il mio arrivo per qualche indiscrezione, dalla stazione di Porta Vescovo sino all'Albergo delle Due Torri, fui fatto segno a continua dimostrazione colle grida di: — Viva Vittorio Emanuele, Viva il generale italiano, — e dalle finestre sventolavano le bandiere nazionali.

Non ebbi tempo di allargare le raccomandazioni di calma ed ordine; che alcuni uffiziali, all'ora della ritirata in Piazza Brà, volendo prepotentemente imporne alla popolazione in fermento, furono ricambiati con grida. Chiamarono la truppa per reprimere, ordinarono il fuoco, ed una donna incinta che stava dentro un caffè della piazza fù uccisa, e parecchi i feriti.

Jacobs promulgò subito lo stato d'assedio con frasi minacciose.

Seppi tardi la triste scena di piazza Brà, ed uscii subito per vedere se c'era qualcosa a fare. Le strade eran deserte. M'imbattei in Jacobs, il quale colla scorta di una compagnia di Jägers veniva a cercar di me.

Jacobs piangeva di rabbia pell'uccisione della donna, il sangue sparso, e la posizione critica nella quale si trovava. Ali chiese se avrei accettato l'immediata rimessione della piazza, guarentendo il militare e famiglia da ogni insulto o disordine. Aveva già telegrafato all'Arciduca Alberto per averne il consenso, ed aspettava la risposta. Accettai con animo tranquillo.

Poco dopo Jacobs mi mandava copia dell'autorizzazione dell'Arciduca Alberto: “Se il generale Revel guarentisce assoluto rispetto alle persone ed alle proprietà di qualunque genere, austriache.

Subito dopo venne altro telegramma del Ministero della guerra da Vienna approvante rimessione. Concertare dettagli con generale Revel. Notificare a generale Mœring.

Telegrafammo tutti due a Mœring. Io parlavo solo di fortezza sperando con quell'ambiguità di farla all'insaputa di Lebœuf. Mœring ri-