Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/13

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34 capitolo secondo.

manova il 13, promettendomi che non si fraporrebbe indugio all'azione del Municipio, dopo la consegna della città. Vedendomi tuttora riservato, egli soggiunse che, contenti i generali austriaci, facessi pure entrare i distaccamenti d'artiglieria e genio. ‟Benissimo, gli dissi stringendogli la mano, si può quindi fissare la consegna di Verona pel 16?„

Ed acconsentì. Lo accompagnai fino alla porta dell'albergo, tenendo la conversazione molto animata onde aver l'aria di accompagnarlo giù della scala per distrazione. Alla porta trovò il posto di Guardia nazionale che gli rese gli onori. Salutò enfaticamente e montò in gondola tutto glorioso, però giunto a casa avrà riflettuto alle verità che gli avevo detto.

Ma le vere difficoltà non mi venivano dall'estero, ma dall'interno. Cugia mi scriveva ‟come mi manca assolutamente il tempo di scriverti, ti mando l'autografo del Barone che ti servirà di regola„.

Ecco la lettera di Ricasoli:

‟II nostro collega degli Esteri mi rimette i due telegrammi di Vimercati1, che qui Le unisco, e prego ritornarmi appena li avrà considerati.

‟Due cose ancora non veggo ben avviate:

‟Quanto al momento della publicazione del Plebiscito, fa d'uopo dipenda da ragione d'ordine innanzi ogni altra cosa. Sono i Municipi che devono apparecchiare ed eseguire il Plebiscito, e per questo fatto io sono perfettamente tranquillo per le sei provincie che già sono rette a nome del Governo italiano.

‟Vi sono tre provincie ancora, Venezia, Verona, e Mantova che sono oggi in uno stato prossimo all'anarchico. Vi occorre la installazione dei Commissari italiani, e la composizione immediata di Municipi di buona fattura, cosa che non può aversi se nonchè col mezzo dei Commissari. Per queste ragioni credo che non si possa convocare il Plebiscito, se non che immediatamente dopo l'ingresso delle truppe nostre nelle tre città, e l'arrivo dei Regi Commissari. — È necessario che il generale Revel sia istruito di ciò onde possa procurare che le

  1. Questi telegrammi si riferivano ai Notabili, ed alla funzione della consegna.