Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/14

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cessione del veneto. 35

cose procedano per la via regolare, e prevenire che non siano per difetto d'accortezza portate fuori delle rotaie. — Su queste dimostrazioni impazienti occorre premere più che si può. — Insultare gli Austriaci dietro le spalle è da vili. — Ogni insulto ai loro stemmi, che saranno certamente tolti dal posto da loro medesimi quando ne sia il momento; ogni ingiuria alle loro persone, insomma ogni cosa che sia a offesa di persona e nome austriaco, sarebbe oggi atto indegnissimo, e conviene fare di tutto onde sia evitato. — Io sono certo che il generale austriaco si presterà ad ogni cosa utile onde evitare cose che non debbano essere neppure da lui desiderate. Inoltre si baderà bene che il Commissario francese abbia ad usufruire largamente della sua ridicola posizione; e nulla possa intervenire per renderlo anco minimamente serio: perciò vorrei che il generale Revel spiegasse l'azione la più larga e la più efficace sulle persone più influenti di Venezia, onde il popolo si mantenga disposto e saggio, e nessuna manifestazione si faccia, finchè ancor resta un Austriaco sia a Venezia, sia a Verona, sia a Mantova. E appena gli Austriaci partiti non si faccia sfregi alla loro memoria, che sarebbe atto codardo. Per evitare questo o almeno togliere occasione a questi atti, gioverà che il generalo Revel se la intenda col generale austriaco onde togliere, e rimuovere a momento opportuno gli stemmi ed altro memorie del Governo che ora va a cessare, e che sarebbero d'occasione a qualche popolare eccesso. — Se ci riesce condurre a fine questo momento senza che ne avvenga qualche scandaluccio, sarà un miracolo! Io credo che il generale Revel potrà fare moltissimo.

‟Ricevo in questo punto la sua lettera. Mi dispiace che lo truppe non possano entrare ancora; non bisogna però sdarsi, e conviene tentare tutte le vie per annullare la presenza del Lebœuf ed io publicherò anco prima il Plebiscito, se ciò potesse valere a questo fine; ma finchè non abbiamo i Commissari a Venezia, a Verona e Mantova, temo inconvenienti. Credo però che più si stringeranno relazioni tra i due generali austriaco e italiano: più che l'austriaco vedrà l'impegno nostro di far partire le truppe austriache con decoro, e più annulleremo la presenza stupida e inutile del Commissario francese vero ca-