Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/16

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cessione del veneto. 37

di declinarlo per motivi personali, chè tale è la volontà di Vittorio Emanuele. Ormai conosco abbastanza Leboeuf per essere certo che nel suo imbarazzo mi pregherà confidenzialmente di aiutarlo. Allora da lui pregato, gli esprimerò l’opinione che i Veneti non possono essere meglio rappresentati che dai capi dei tre principali Municipi: Venezia, Verona e Mantova, e lo consiglierò d’invitare quei signori. Se egli si mostra titubante per tema di rifiuto, mi offrirò quale intermediario. Intanto Michiel, Betta e Emikelder, da me prevenuti, accetteranno. Appena fatta la consegna, ciascuno di quei tre Notabili, ridiventa podestà e corre a disporre pel plebiscito, ed a Leboeuf non rimane che far fagotto. Così sarebbe secondato il desiderio in proposito di V. E., ma conviene ch’io sia il solo a trattare questa facenda.

“In quanto ai Commissari Regi Civili, mi perdoni V. E. se Le dico con tutta convinzione che la loro nomina publicata, e peggio ancora il loro arrivo a Venezia, Verona e Mantova, sarebbe cosa molto dannosa pella riuscita delle trattative.

“Non faccio torto a nessuno poichè ignoro chi saranno, ma è certo che onorati di tale distinzione vorranno farsi conoscere dai loro governandi, e questi si rivolgeranno di preferenza a chi deve governarli, e così perdo ogni influenza sulle popolazioni. Non già ch’io vi tenga per amor proprio. No certo. Ma per poter intendermela coi colleghi conviene ch’essi mi ritengano quale rappresentante del mio Governo, e così le popolazioni.

“Leboeuf che forzatamente mi tollera perchè suo eguale e nominato come da trattato, si adonterebbe di questi Commissari Regi che vogliono governare un paese attualmente austriaco, e che diventerà francese, prima di essere italiano. Sarà felice di fare l’altitonante.

“Se V. E. mi dimostrerà la medesima fiducia della quale mi onorò quand’ero al Ministero della guerra in Napoli, e più tardi nell’Umbria; ho buona fiducia di condurre le cose assai presto, benino, e far fare topica a Leboeuf, senza che si possa muovere il menomo reclamo. La prego farmi conoscere come Ella accolga queste mie osservazioni sulla situazione. Se le approva camminerò diritto. In caso contrario obbedirò, eseguirò gli ordini ed istruzioni che riceverò dal Ministero, al