Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/17

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38 capitolo secondo.

medesimo riferirò ogni cosa, ma naturalmente nulla farò di mia iniziativa. La gravità del momento sia di scusa al mio schietto scrivere. Se non fosse troppo ardire, aggiungerei che m'ispirai al modo di V.E. di dire le cose con parola franca.„

Ricasoli mi rispose: "Approvo lo ideato operare di V.S. Si afforzi del mio concorso.

"Ricasoli.„


Vimercati partì per Firenze, Memmo dispose per gli avvertimenti, e non si parlò più dei commissari. A proposito delle perturbazioni di Chioggia e Verona, mi scriveva: "Fo plauso a quanto Ella fa per conciliare i diversi umori e condurli a cooperare d'accordo. L'opera sua non è senza difficoltà ma confido nel suo senno, e sono certo che arriveremo presto alla fine con soddisfazione comune.„

M'ero fatto una posizione eccezionale. Alloggiato al miglior albergo, Hotel de la Ville, sul Canal grande. Avevo un posto della Guardia nazionale alla porta. Uscivo sempre in uniforme. I miei gondolieri portavano la coccarda nazionale. Davo pranzi. 1 Tutti ricorrevano a me, convinti che il Governo mi accordava tutto. Era naturale, poichè facevo senza chiedere. Ma non erano pochi i grattacapi. Da Vienna manifestavano sospetti sul rispetto ai morti seppelliti nel Veneto, sulle bande dei Volontari, ed altre denunzie, ma Alemann e Mœring rispondevano sempre che col generale Revel nulla c'era a temere. Arrivavano i reclami di vari comuni per le insistenze ardite dei reduci, degl'individui in licenza o congedo, volontari, disertori precoci dalle file austriache. Col municipio di Venezia ebbi specialmente la questione dei cava-fanghi che conveniva far lavorare per impiegare gli operai. I Tabacchi. L'isola di S. Giorgio. In una parola tutte le questioni pendenti si riportavano a me, e siccome io non accennavo all'azione del

  1. In un gran pranzo dato a tutti i generali ed autorità, pregai Lebœuf di starmi a fronte. Alle frutta portano un stupendo gelato coi colori nazionali. Ne fui seccato, ma pensai di dire ad alta voce ad Alemann, in tedesco: Bauer volle rappresentare le tre potenze, quali virtù teologali, ma ohimè! se la fede e la speranza sono vivaci pel bel rosso e verde, quanto è scolorita la carità! Si direbbe ch'egli dubita che ne sia tra noi. Ripetei lo scherzo in francese a Lebœuf, e la cosa passò in burletta.