Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/2

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CAPITOLO II.

CESSIONE DEL VENETO.


Nomina di Commissario Regio Militare pella consegna del Veneto. — Comunicazioni Ministeriali. - Benevolenza di Cialdini. — Prima andata a Venezia. — Visite. — Preliminari. — Vado a Firenze e ritorno con un arrangiati. — Accordi con Alemann e Mœring. — Lebœuf si mostra antipatico. — Istruzioni discordanti dei Ministri. — Disordini di Chioggia e di Verona. — Lebœuf se ne adonta. — Consegna di Peschiera. — Incidente e protesta. — Consegna di Mantova, Legnago e Verona. — I tre notabili ed i Commissari Regi civili. — Mia lettera a Ricasoli. — Le cose si aggiustano a modo mio con Lebœuf. — Incidenti del plebiscito. — Sempre disaccordo fra i Ministri. — La cessione e retrocessione. — Telegramma del Re. — Ingresso delle truppe in Venezia. — Disordini a Palermo. — Mia destinazione a Padova. — La visita alla tomba di Carlo Alberto.


Il 16 settembre, chiamato a Strà dal comandante supremo dell’esercito, generale Cialdini, udii con molta sorpresa che ero destinato quale Commissario regio militare a ricevere la consegna del Veneto. Cialdini mi disse di rimettere il comando della divisione al generale Escoffier e di recarmi a Venezia, avendone già prevenuto il generale Alemann comandante quella fortezza, ed i generali Mœring e Lebœuf commissari austriaco e francese.

La credenziale al conte Thaon di Revel, luogotenente generale, e firmata Visconti-Venosta, mi dava l’incarico di concertare coi commissari austriaco e francese l’acquisto del materiale e l’occupazione delle fortezze, uscendone gli Austriaci.

Nelle istruzioni annesse — nessun compenso pelle costruzioni militari — acquisto obbligatorio del materiale non trasportabile — facoltativo del trasportabile — nominare commissioni in tutte le fortezze per determinare la qualità, e la valutazione del materiale, operazioni da compiersi prima della pace — se non possibile ciò, provvedesse il