Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/5

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26 capitolo secondo.


Viddi Gaspari che rappresentava l'antico municipio, e Michiel il nuovo, e consigliai accordo. M'intesi col dott. Marcello Memmo, membro attivo del Comitato segreto, nonchè il cav. Pellatis, comandante della futura Guardia nazionale.

Rimisi ogni questione al mio ritorno, ma ebbi l'intuizione che dovevo eliminare Vimercati, Pepoli, Pillet e qualch'un altro a Firenze, i quali intendevano intromettersi e dirigere le trattative.

Alla prima adunanza dei Commissari, convinsi con belle parole che l'Italia provveduta di molto materiale d'artiglieria, non desiderava acquistarne, anche a modico prezzo, pella varietà del calibro e carreggio. Fù esclusa ogni indennità pelle costruzioni militari a norma del trattato, e Mœring avendo accennata la cifra di 24 milioni, fù contradetto da Lebœuf in un modo autoritario che lo indispettì.

Si combinò il sistema delle commissioni e sotto-commissioni austro-italiane. Queste dipendenti da Mœring e da me. A noi dovevano rivolgersi per divergenza. Si tacque di Lebœuf, il quale voleva dominare, ed era disposto a favorire l'Austria.

Dissi essere necessario che mi recassi a Firenze per riceverne istruzioni, essendo nuovo a queste trattative. Lo pregai di ritardare la visita delle fortezze ch'egli voleva fare con me e con Mœring. Gita che non si fece, perche Ricasoli non approvò, e con ragione, ch'io accompagnassi Lebœuf.

Tutto il lavoro di queste commissioni progredì perfettamente, e Lebœuf non ebbe mai a ficcarvi il naso.

A Firenze il ministro Visconti-Venosta mi ricevè affabilmente; non poteva darmi istruzioni sulla parte, materiale di guerra, riguardante il Ministero della guerra. Pella parte politica, sebbene le condizioni della cessione si dovessero reputare stabilite dalle trattative di pace, v'era pure molto d'indefinito, la cui soluzione più o meno a noi favorevole, dipendeva dall'accordo dei Commissari. Mi disse belle parole sulla mia accortezza, mi consigliò di non andare da Ricasoli, il quale, irritato di nulla poter precisare, mi darebbe istruzioni compromettenti. Egual consiglio mi diede Cugia, Ministro della guerra. Egli mi disse che le cose non erano state stabilite chiaramente, quindi il