Pagina:Cessione del Veneto (1895).djvu/9

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30 capitolo secondo.

fosse armata con fucili nostri che feci venire da Padova. Ma mi ero fatto garante che Venezia avrebbe mantenuta la più perfetta tranquillità. Inutile di ripetere qui le istruzioni le più opposte ch'io riceveva dai ministri. Mi confermai sempre più nel proposto di regolarmi secondo le circostanze. Queste mi furono favorevoli per un incidente inaspettato.

Temevansi gravi disordini tra la popolazione di Chioggia ed un battaglione di Croati colà presidiante. Alemann venne da me la sera del 4 ottobre per pregarmi d'interpormi onde evitare ogni colluttazione fra la truppa e la popolazione.

Accettai e l'indomani mattina, in assisa italiana, col mio Stato Maggiore, montai a bordo del vaporino di Alemann e m'avviai a Chioggia. Il maggiore Jakcin, comandante quel presidio, doveva mettersi ai miei ordini. Passai in rivista il battaglione, consegnato provvisoriamente in caserma. Accolto dalla popolazione con entusiasmo, arringai e publicai un manifesto, per dire che Vittorio Emanuele voleva l'ordine. Consigliava la concordia, affidandomi al senno e patriottismo dei Chioggiotti. La pace era firmata. Fra pochi giorni la bandiera nazionale sventolerebbe dominante. Non conveniva comprometterla con malsana improntitudine. Fui ascoltato ed obbedito. Le bandiere furono ritirate, e l'ordine confermato.

Il maggiore Jakcin mi fù sempre al seguito, e controfirmò il mio proclama ed il manifesto del sindaco. Mœring m'aspettava allo scalo per ringraziarmi calorosamente ed accompagnarmi da Alemann, il quale riconoscentissimo aveva già date tutte le concessioni pella Guardia nazionale. E Lebœuf era in Venezia ed aveva la nave Provence a sua disposizione!

Temevansi pure disordini a Verona pelle provocazioni dei militari austriaci, e l'indole insofferente degli abitanti. Il generale Jacobs che vi comandava, agiva in modo ben diverso di Alemann. Aveva autorizzato la formazione della Guardia nazionale ed un parziale armamento, e poi non voleva lasciarla funzionare; aveva permesso di esporre la bandiera nazionale, e poi la lasciava insultare.

Se fossi stato prevenuto di quest'ultima circostanza, avrei mandato