Pagina:Chi l'ha detto.djvu/108

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76 Chi l’ha detto? [277-280]

È essa che comincia a far le vendette dell’offeso, è essa che molte volte spinge il colpevole a tradirsi da sè medesimo, come è spiegato nella bella ottava dell’Ariosto:

277.   Miser chi mal oprando si confida
 Ch’ognor star debba il maleficio occulto;
 Che, quando ogn’altro taccia, intorno grida
 L’aria e la terra istessa in ch’è sepulto:
 E Dio fa spesso che ’l peccato guida
 Il peccator, poi ch’alcun dì gli ha indulto,
 Che sè medesmo, senza altrui richiesta,
 Inavvedutamente manifesta.

Ma pur troppo non sono pochi coloro nei quali ogni voce interna accusatrice tace, e che la malizia più sottile sottrae alla punizione umana. Sfuggiranno essi pure a quella celeste? A giudicarne da qualche caso che ognuno di noi ricorda, ci sarebbe da dire di sì: ma il proverbio aggiunge che Dio non paga il sabato, e già la Bibbia aveva detto:

278.   Altissimus enim est patiens redditor.1

e gli antichi usavano ripetere che:

279.       Dii lanatos pedes habent.2

(Petronius Arbiter, Satyricon, § 44, in fine — Porphyrius, Comment. in Hor. carmina, III, 2, 32).

e anche

280.       Deos iratos laneos pedes habere.3

(Macrobius, Saturn., lib. I, cap. 8, § 5).
  1. 278.   L’Altissimo è pagatore paziente.
  2. 279.   Gli dêi hanno i piedi calzati di lana [ossia raggiungono il colpevole senza farsi sentire].
  3. 280.   Gli dêi sdegnati hanno i piedi calzati di lana.