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224 Chi l’ha detto? [701-703]


pre astretti dalla volontà del padrone, ma talora per sola avidità di guadagno, correvano a dare o a ricevere morte al grido:

701.   Ave, Imperator, morituri te salutant. 1

Svetonio nella Vita di Claudio (§21) così narra di questo imperatore: «Emissurus Fucinum lacum, naumachiam ante commisit. Sed cum proclamantibus naumachiariis, Ave, imperator, morituri te salutant, respondisset, Avete vos, neque post hanc vocem, quasi venia data quisquam dimicare vellet, diu cunctatus an omnes igni ferroque absumerent, tandem e sede sua prosiluit, ac per ambitum lacus non sine fœda vacillatione discurrens, partim minando, partim adhortando ad pugnam compulit. Hoc spedando classis Sicilia et Rhodia concurrerunt, duodenarum triremium singula:, exciente buccina tritone argenteo, qui e medio lacu per machinam emerserat.»

A questo ricordo di Svetonio s’ispirò Pietro Cossa quando nella Messalina (a. I, sc. 8) così fa parlare Claudio:

                    ....Per quel dì solenne
S’appresti uno spettacolo navale,
E i gladiatori che combatteranno
S’ammazzino sul serio: da gran tempo
I gladiatori sono un po’ svogliati
Nell’arte del morire.

702.   (In) Hoc signo vinces. 2

ossia Τούτῳ νίχα, sono le parole che Costantino lesse intorno a una croce miracolosamente apparsagli in cielo nell’anno 312 dell’E. V., prima di attaccare battaglia contro Massenzio, e ch’egli fece porre sulle insegne delle legioni, dette da quel tempo in poi labari (Eusebio Pamfilo, Vita Constantini, lib. I. cap. 28).

703.   Carne da cannone.

Fra i Pensieri di Giacomo Leopardi ce n’è uno, a proposito dell’amore che ha il mondo pei i forti, in cui si trova questo pe-


  1. 701.   Addio, Imperatore, quei che vanno a morire ti salutano.
  2. 702.   In questo segno vincerai.