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ed i servi topiarii coloro che in questo, ovvero in quel luogo servivano; che facevano lavorìi di frondi o rami d'alberi, o di erbe intessute. Onde il pensiero di Cicerone si è questo. E come in una grande famiglia sono servi di piii maniere, ma nientedimeno servi...
(7) Il latino: Vos vero ne conservorum quidem vestrorum prineipes estis. Il volgarizzatore: Ma voi non tiate prencipi de' servi vostri.
(8) Il latino: qui tractant ista.
(9) Il traduttore lesse qui: iptius civitatii loeum poene infimum obtinent. Ma le più corrette edizioni moderne di Cicerone porgono la lezione: ipsius servitutis locum poene infimum ohtinent.
(10) Il latino: Echionis tabula. Il volgarizzatore lesse qui altrimenti, perchè voltò: la pittura d'actori. Di Echione dipintore parla Cicerone anche nel Bruto.
(11) Rilevo per rilievo. Qui dopo le parole di Policleto, il latino reca: Mitto, unde sustuleris, et quomodo habeas. Il qual pensiero non fu tradotto in volgare.
(12) Il latino: L. Mummius.
(13) Il latino: matellionem corinthum cupidissime tractantem, dove la parola matellio signiflca una sorta di vaso, o grande tazza, da tenere acqua.
(14) Esso, cioè Marco Curio.
(15) Ut ne in familia quidem dignum maiore aliquo negotio putet? Il volgarizzatore malamente tradusse: che in alcuna altra faccenda eiso non lo stimerà degno di maggiore infamia.
(16) E' siede con lui; e' lo ragguarda. Il volgarizzatore debbe aver letto assidet, miratur: pensiero assai più bello e naturale dell'altro, che ora si legge nelle moderne edizioni di Cicerone: assidet, muneratur.
(17) Il latino: An non est omnis metus, servitus?
(18) Il latino: debere ne dixeris. Il volgarizzatore: dirai che tu debba.
(19) Il latino: nisi quod est turpe non reddere. Il volgarizzatore: se non quello che è brutto.
PARADOSSO VI.
(1) Il testo latino: solusne tu dives? pro dii immortales! ego ne me audivisse aliquid, et didicisse non gaudeam?
(2) Il latino: ut ad liberaliter vivendum facile contentus sit.
(3) Il latino: Filiam quis habet? pecunia est opus: duas? maiore: plures? maiore etiam.
(4) Il latino: Qui igitur non filias plures, sed innumerabiles cupiditates habet, quae brevi tempore maximas copias exhaurire possint, hunc quo modo ego appellabo divitem, eum ipse etiam egere se sentiat? Il volgarizzatore antico: che adunque egli ha più figliuole, ma