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Panoramica gruppo Stabilimenti lavorazione film

cinecittà

Nessuno più e meglio dell’arch. Gino Peressutti — il geniale ideatore e costruttore della Città del Cinema — era qualificato per illustrare ai lettori di "Cinema" l’imponente e complesso organismo che inizia la sua vita feconda oggi 21 aprile, Natale di Roma.

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L’IDEA di costruire in Italia una Città Cinematografica sorse dopo che un incendio ebbe a distruggere il più grande Teatro di presa italiano nel settembre 1935.

Si pensò di realizzare una grande industria in Roma e di riprendere un primato che fu italiano. Il Duce tracciò il programma; i Ministri della Stampa e Propaganda, il Governatorato di Roma e la Direzione Generale della Cinematogratia efficacemente lo concretarono; e l’on. ing. Carlo Roncoroni gli diede vita.

Questi, Presidente della Società CINES, grande e coraggioso industriale dalla volontà ferma (che sa trovare nelle stesse difficoltàla maggior forza per raggiungere le più alte ardue mète) e di una larghezza di vedute pari all’alto senso di responsabilità che si assumeva di fronte ad un problema che investe questioni economiche e politiche di vasta portata, diede tutta la sua opera e tutta la sua passione perchè il progetto fosse inspirato a quanto di più moderno la scienza e la tecnica cinematografica potevano suggerire. Infatti l’on. Roncoroni nell’affidarmi l’incarico dello studio del complesso progetto, ha voluto che io visitassi espressamente i maggiori Stabilimenti Cinematografici d’Europa.

Immagine dal testo cartaceoPanoramica della Città del Cinematografo al Quadraro.

Questo mio viaggio, effettuato ai primi di novembre — anno XIV, mi fece vedere tutta l’importanza dell’incarico affidatomi, e la utilità di creare finalmente in Europa un centro consono alle necessità moderne della cinematografia, e degno dei compiti che le sono destinati.

Difatti tutti i maggiori centri di produzione cinematografica, sia a Vienna, che a Berlino e Parigi, o sono riadattamenti di vecchi Stabilimenti, o sono studî che lasciano scorgere evidenti lacune, sia per quanto riguarda la disposizione, spesso non logica o poco razionale, sia per ciò che riguarda il non adeguato sfruttamento dei ritrovati tecnici raramente utilizzati con sagacia.

Solo gli Stabilimenti nuovissimi della London Film, a Londra, sono al momento attuale quanto di meglio vi possa essere nel campo della Cinematografia in Europa, e presentano un complesso organico e una bene studiata disposizione generale, dove si è tenuto evidentemente conto della difficoltà di girare all’aperto, dato il clima locale.

Tali Stabilimenti però, per quanto interessanti, non possono essere presi a modello per il nostro Paese, ove invece bisogna dare valore
alla possibilità di girare all’aperto in una gran parte dell’anno.

***

Il problema essenziale e che da tutti mi era stato prospettato come il più difficile, e da nessuno ancora efficacemente risolto, era quello della disposizione degli Studi di presa, nel loro assieme, e rispetto ai fondali, ai camerini degli artisti, agli impianti tecnici, all’edificio delle masse, tenendo nel massimo conto la disciplina e la possibilità di impiegarli simultaneamente senza che abbia ad essere
intralciato il ritmo organico di lavoro.

La soluzione di tale problema vuole essere la caratteristica principale del mio progetto, che pur mantenendo raggruppati in un complesso organico e logico i vari Studî, ne permette la massima articolazione e scindibilità, mantenendoli singolarmente in immediato contatto con tutti i servizî necessarî. Tale soluzione planimetrica assolve inoltre tutte le primarie esigenze di sicurezza. Particolare attenzione hanno pure richiesto i varî edifici per l’industria e gl’innumerevoli altri servizî, laboratorî e impianti necessarî alla vita degli Studî ed organi essenziali di essi, per modo che, sia per disposizione, che configurazione e sistemazione, essi abbiano realmente a rispondere allo scopo cui sono destinati.

Alcuni di questi edifici, che potrebbero apparire secondarî, hanno richiesto invece studî e ricerche, per la prima volta eseguite in Italia, ed all’estero molto raramente e sempre incompletamente applicati, riuscendo così ad ottenere, grazie alla larghezza di vedute ed