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Giovanni Giuseppe Nicosia — Cinesi, scuola e matematica — Bologna, Italia — 2010

temi più semplici tramite suffissi. Si può dire che per i Cinesi la ragione e in qualche modo più vicina alla latina ratio (“misura”, “rapporto”, “relazione”) che al λoγoς (logos) greco (“discorso”, “parola”, “spirito”, “intento” e mille altri significati).

4.5.2 Numeri astratti e numeri applicati

I numerali cinesi citati normalmente nelle grammatiche servono ad esprimere numeri in astratto, come quelli di una targa automobilistica o di un numero di telefono. Naturalmente il carattere astratto degli studi matematici scolastici ne propone naturalmente l’uso anche in questo contesto. La differenza tra numerali astratti e numerali applicati al conteggio, che sono diversi in virtù del classificatore, può costituire un primo ostacolo per gli studenti cinesi: gli oggetti si contano con parole che poi non si usano negli algoritmi per le operazioni. A complicare le cose c’e poi anche la disponibilità di più sistemi di scrittura e di numerali scritti. Ma gli studenti cinesi superano presto con successo queste difficoltà e divengono ottimi calcolatori e solutori di problemi. D’altro canto non si distingue tra le funzioni cardinali ed ordinali. Si può dire che nella cultura cinese anche il processo di alfabetizzazione matematica, così come per quella linguistica, segua linee di sviluppo molto diverse da quelle della cultura italiana.

4.5.3 Frasi, periodi, negazioni e domande

A mostrare il diverso rapporto tra lingua e logica rispetto alle lingue indoeuropee possiamo esaminare nella lingua cinese quelle strutture che siamo soliti riconoscere con quella che appunto chiamiamo analisi logica e del periodo. La frase cinese è composta da una prima parte che è un gruppo nominale ed una seconda che è costituita da una proposizione di tipo: Soggetto – Verbo – Oggetto. Soggetto ed oggetto della seconda parte possono in realtà essere a loro volta proposizioni. Le subordinate precedono sempre le principali cui si riferiscono. In generale, anche per aggettivi ed altre parti della frase, ciò che determina precede ciò che ne è determinato. Nel caso delle subordinate ci sono particelle relative che collegano due frasi. La frase negativa e identica a quella affermativa salvo che si premette al verbo un’apposita particella (不 bu o 没mei), mentre per l’interrogativa si usa un costrutto che prevede una negazione seguita dall’affermazione opposta. Questo modo di esprimere l’incertezza e in effetti molto naturale e trova rispondenze nell’uso spontaneo dei bambini di tutto il mondo che imparano a parlare. In cinese ci sono pero anche apposite particelle.

4.5.4 Scrittura e spazio

Ponendo che la percezione e la gestione dello spazio siano influenzate dal sistema di scrittura è utile esaminare brevemente alcune caratteristiche della scrittura cinese. Il cinese si scrive in orizzontale da sinistra a destra. Anticamente si scriveva anche verticalmente. Scrivere è però un’operazione assai diversa che in italiano perché ogni carattere fa capo a sè, rappresentando una sillaba che spesso è gia tutta una parola. Inoltre i tratti che lo compongono vanno tracciati in un ordine stabilito ed in una direzione determinata. Un carattere può consistere in un solo tratto come nella composizione di una trentina. La dimensione dei caratteri e sempre la stessa e non esistono maiuscole. C’è pero una differenziazione tra stampato e corsivo. Anche la distanza tra i caratteri è sempre la stessa e non c’e una separazione tra le parole. Per imparare a scrivere in Cina si usano dei quaderni con rigature particolari che presentano dei quadrati suddivisi in quattro od in nove quadratini uguali

4.6 Simbologie, superstizioni ed omofonie

Così come nelle culture mediterranee, anche la cultura cinese attribuisce a certi numeri dei significati simbolici od esoterici socialmente condivisi. Ad esempio un numero particolarmente


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