| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| settima | 145 |
„Tutta questa gran seta, trattane piccola porzione, che qui si consuma in lavori di non molta conseguenza per uso della capitale, e delle provincie, se ne va fuori grezza, e la maggior parte viene comperata da’ Francesi [1], da’ quali poi convertita che sia in drappi e stoffe di specie differenti viene qui ricomprata con aumento grande di prezzo, e con danno sensibile dello stato, il quale spende e spande, per ottener dagli altri ciò, che potrebbe avere in casa propria, con manifesto vantaggio de’ sudditi e del regio erario.
„In fatti grande è l’indolenza degli abitanti, o per meglio dire, del governo nella coltura di questo prodotto. Abbonda il regno d’acque, e di tutto ciò che può essere necessario per la costruzione degli edificj, i quali potrebbono servire ad utile trattenimento a moltissima gente che sta oziosa e scioperata, nè si pensa, nè si è pensato mai a procurare un’industria cotanto importante. In tutto il regno non si trova un edificio che vada ad acqua, e pochissimi sono quelli che girano a mano per
- ↑ Le sete napolitane servono solo per trame ai Francesi.