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„La modestia è una bella virtù dell’uomo, ed è il testimonio esteriore di un’anima ben formata al di dentro. È vero, ch’essa non dipende sempre dalla semplicità dell’abito, e che i più vivi raggi sfavillano dalle nostre parole, e risplendono ne’ nostri costumi. Il pudore, guardia fedele della virtù, risplende così bene sotto la seta, come farebbe sotto un grossolano abito di lana. L’abito meschino e sordido mostra un certo che di villania; ed è senza dubbio cura degna d’un principe eccellente il provedere all’onestà, e gentilezza delle vestimenta de’ suoi sudditi: ad esempio d’Augusto il quale, dopo aver posto in pace l’impero, vedendo i senatori nel grado loro troppo meschinamente vestiti, fece loro prendere una più conveniente proprietà, una magnificenza onesta, e degna della romana grandezza. Così il nostro grande Enrico, principe d’immortale memoria, dopo d’aver col valore della sua spada innalzato l’onore di questo stato, rimessa la pace dappertutto, e ristabilito l’ordine delle provincie, prese molto a cuore il disegno di far abbondare la seta in questo regno, acciocchè i sudditi suoi se ne potessero abbellire con maggio-