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tervi provvedimento. Hanno due mezzi nelle mani, l’uno è il vietare il troppo frequente uso delle sete in questo regno, l’altro comandare intanto, e disporre l’intera fabbrica. In questo tempo i sudditi loro coglieranno il tempo d’impiegare l’industria, ch’essi hanno, e di prevalersene in guisa, che la seta nata, e nodrita, e ridotta in manifatture appresso di noi, diverrà più abbondante della lana, del canape, della tela e del panno.
„È soverchio, ch’io dica, quante perso» De d’ogni sesso ed età avranno ad esercitarsi, e a trarne profitto. Immaginerà ciò facilmente, chi conosce i varj appetiti del lusso, a cui la nostra nazione è soggetta; e con quanta passione sia trasportata per le cose belle, e decorose. Appartengono propriamente alla Francia tutti gli artificj, che debbono passare per molte e diverse mani; mentre essendo il paese degli uomini, e degli uomini laboriosi, essi possono con maggiore facilità venire all’esecuzion d’ogni cosa, quanto in qualsivoglia altro paese. La sperienza ne farà fede, quando piaccia alle MM. VV. mettersi una volta in cuore il desiderio di vederne la prova. Di tale inclinazione il primo lume,