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Pagina:Collezione-di-opere-scelte-di-autori-Friulani (Antonio Zanon).djvu/173

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settima 165

dell’altre città d’Italia, della Francia, Inghilterra ed Olanda, passano in tutto il dominio Ottomano tanto nell’Europa, che nell’Asia, e nell’Africa; e somme immense (a riserva de’ Veneziani, che dovrebbero, e potrebbero aver la prima mano in questo commercio col mezzo degli Spagnuoli e de’ Portoghesi) tutte le accennate nazioni ne consumano in tutte l’Indie Occidentali. Ottimamente per altro il Montchretien ragiona; ma egli non avea tutte le bisognevoli cognizioni, nè potea con ispirito profetico prevedere, a qual ampiezza dovesse questo commercio allargarsi.

Confortiamoci, Illustrissimi Signori, cogli altri italiani, che nè i Francesi, nè alcun’altra nazione può soperchiarci, o renderci inutile il nostro prezioso prodotto; come colle seguenti mie avrò motivo di nuovamente dimostrare colle prove di ragione e di fatto le più convincenti. A’ Francesi è già noto, quanto gl’Italiani saprebbero fare.

Pochi anni sono fu proposto nel consiglio del re, di fare una piantagione generale di mori in tutte le provincie meridionali del regno, per avere il bisogno di sete per le loro manifatture, e risparmiare il danaro, con cui comprano le sete d’Italia. Per quan-