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to più pericolosa sedizione nacque alcuni anni dopo. Imperciocchè avendo ritrovata in Venezia una donna piemontese, di cui non vidi mai la più valente in questo mestiere, capace d’instruire e disciplinare tutte le nostre donne, infuriate queste anche contro di essa, mi cagionarono molti disturbi; e venuto a Udine il marito della piemontese, ch’era un disertore, fu vicino a nascere qualche criminale: onde io dovetti farli partire, e pagare il lavoro per tutta la stagione, i viaggi ed altri danni.
Non vi trattengo in questi racconti, illustrissimi Signori, che formerebbono non già una commedia simile a quella che il celebre Goldoni intitolò: I Pettegolezzi delle Donne; ma una tragedia dell’ostinazione ed indocilità delle donne, unita alla gara degli sciocchi. Disordini, a’ quali, se aggiugneremo la ritrosia e la contraddizione di molti contro la moltiplicazione di questo prodotto, impediscono, o per dir meglio, rapiscono alla nostra patria, non un solo centinajo, ma alcune centinaja di migliaja di ducati annui. Nè crediate un soggetto indegno de’ vostri pensieri quello che vi presento a disaminare, perciocchè seguirete in questo il glorioso esempio di tanti gloriosissimi re, ma