Vai al contenuto

Pagina:Collezione-di-opere-scelte-di-autori-Friulani (Antonio Zanon).djvu/348

Da Wikisource.
336 lettera decimaottava

ne merci, per rivenderle ad altri stranieri. E finalmente si danno de’ negozj, ne’ quali il paese sempre guadagna; e ciò avviene in quello della seta, in cui quanto ricava, tutto è guadagno suo proprio, essendo produzione sua naturale, e tutta frutto della sua industria. Nè si computa, che il contadino vi perda o discapiti il mercante; poichè quanto si cava della seta e delle manifatture di essa, tutto è guadagno del paese. Si debbono veder con piacere tutti i guadagni che fanno i mercanti co’ negozj d’arbitri e di economia, quando questi non pregiudichino al paese, siccome son quelli, ne’ quali si comprano merci da altre nazioni, per venderlo ad altre. Ma questi sono come le irrigazioni, che soltanto fecondano i campi, sopra i quali si fanno passare le acque, a differenza del negozio della seta, ch’è appunto come le rugiade e le pioggie, che bagnano tutte le terre, tanto magre quanto grasse; e così il campo del ricco, come quello del povero. Con altra mia strignerò maggiormente il mio argomento, e colle prove più con vincenti mi lusingo di far conoscere, non v’essere alcuna nazione in Europa, cui più di noi giovi la coltivazione del prodotto della seta. Intanto ho l’onore di confermarmi.