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Pagina:Collezione-di-opere-scelte-di-autori-Friulani (Antonio Zanon).djvu/378

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364 lettera

parti molte cose rechi, e senza menzogna e senza inganno le dispensi. L’Hoffmanno [1] commentando, e lodando il sentimento di Cicerone, dice, che s’egli vi avesse anche aggiunto, che il commercio deve andar unito all’industria ed alle manifatture, non vede qual cosa migliore dir sipotesse, per definire qual sia un fruttuoso negozio.

Questa proposizione quadra tanto al nostro argomento, che, acciocchè nessuno mai potesse dubitare, ch’io v’aggiugnessi, o interpretassi a mio modo qualche parola, ho voluto trascriverla fedelmente, quale dall’autore fu scritta: „Illud igitur in tanta commerciorum varietate generatim attigisse sufficiat, unde Respublica experiri possit, quae inter multa commercia sibi fructuosa fuerint. In quo ego miror sagacitatem Tullii, qui, ut in libris Officiorum praeclara multa; ita commerciorum utilitatem paucis verbis inclusit: sin magna mercatura fuerit, et copiosa: multa undique apportans: multis sine varietate impertiens; atque etiam si satiata quaestu, vel contenta potius in agros, possessionesque se contulerit. Haec rei summa erat.

  1. Io. Hoffmanus Observ. Polit. lib. VIII. c. 9.