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| vigesima | 375 |
Sono abbastanza evidenti questi vantaggi, perchè ognuno ch’è amante del suo bene possa con ottimo fondamento impiegare il suo studio, e la sua industria, per far valere il nostro prodotto, e per salvarci contro que’ monopolj ed arbitrj, che da’ nostri sconcerti vengono facilitati alle straniere nazioni sopra i campi nostri, sul sudore dei nostri villani, sulle industrie e capitali di noi medesimi. Non ci troviamo già noi costretti perciò a costruire navi, non a far spedizioni di soldati, non ad avvilupparci in tutti que’ romori ed impacci, che porta seco un traffico armato. Non abbisogniamo di andar a far nuove scoperte di miniere, nè di comperare carni umane, per sotterarle vive, acciocchè ci cavino dalla terra l’oro. Sono (chi ’l erederebbe?) le nostre miniere tutti i più disutili pezzi, e i più sterili fondi della nostra provincia: sono i cavatori di esse, tutti i villani di ogni età, di ogni sesso; adoperati però solamente negli annui intervalli che passano dal verno alla state: convertesi il succo de’ nostri mori non figuratamente, come dice Mr. Rollin, in fili d’oro, ma realmente in vero, e purissimo oro; perchè i nostri villani avranno nelle lor mani ogn’anno centomila zecchini che prima