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conviene far ricorso alle SS. VV. Illustrissime, le quali in varie assonterie hanno per istituto di rimetterle e mantenerle; supplicandole a degnarsi d’applicare il pensiero, ed adoprare, bisognando, il braccio della loro autorità e giustizia; che altro in vero non può spettarsi dalla loro autorità più che paterna.
S’egli è vero, come è verissimo, che il popolo faccia le cittadi, e non le cittadi facciano il popolo; e che le arti siano il sostentamento, le ricchezze ed il decoro di quelle, e de’ proprj cittadini; deve ogni buon principe e qualunque ben regolata repubblica sempre cooperare a questa utile e necessaria impresa d’ajutare, sovvenire e mantenere le arti; che così si conservano con ottima politica i popoli, e le cittadi insieme. L’essersi da alcuni anni in qua permesso, che vengano drapperie di seta, ed altre robe forastiere, le quali tutte si facevano qui, e la nostra medesima città ne provedeva le altre, ha quasi del tutto sterminata la povertà, talchè gli operaj sono stati costretti andarsene in dispersione; essendone in pochi anni mancati più di trentamila, morti di puro stento; e per ovviare a simili disastri, è necessario provvedere che non si