Pagina:Colombi e sparvieri.djvu/191

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colpirlo; quando egli si presentò alla giustizia sai cosa rispose per sua sola difesa: «Sentite, gente, voi che capite la ragione: se io avessi mirato quest’uomo (l’accusatore era presente all’udienza) egli adesso non sarebbe qui!» E fu assolto.

— Quel tale eravate voi, lo sappiamo! Eravate un gran tiratore, — disse l’uomo commosso nonostante la sua ammirazione per Zuampredu Cannas.

Il vecchio sorrise con modestia, pago di aver rintuzzato la vanagloria del servo. Più tardi Banna uscì nella strada e cominciò a chiacchierare con le vicine, imitando il servo.

— Ora dovete sapere che sorella mia, Columba mia, sarà più ricca di donna Iuannicca Fiore.... dovete sapere che in casa di Zuampredu Cannas la roba s ammucchia come nelle sagrestie delle chiese ove sian state portate le decime....

— A chi molto e a chi niente, nel mondo, — sospirò una vecchia: e il mendicante seduto sulla sua pietra col rosario in mano guardava fisso il gruppo delle donne con uno sguardo sospettoso.

Zio Remundu rientrò e andò a guardare il suo cavallo che quel giorno era stato molto irrequieto per la vicinanza del cavallo del servo.

— Quasi quasi me ne vado via stasera, la notte è chiara e calda, — disse a Columba. — Preparami i viveri per il pastore.

Il servo era partito. Columlxi stava per rientrare quando vide la figurina di Pretu balzar fuori dal cortile, unirsi al gruppo delle donne e sogghignare ascoltando Banna che descriveva 1 regali mandati da Zuampredu.

— E cosa sono due arance e un agnello? — egli si mise a gridare. — Altro che così ne ha ricevuto oggi il mio padrone; una cassetta di frutta che sembran fresche e son tutte di mie-