Pagina:Colombi e sparvieri.djvu/192

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 182 —

le; e altre cose ancora.... e che vengono da lontano.... da lontano e perciò son più buone....

— Vattene via. bugiardo; — strillò Banna, — vattene via, bavoso!

Ma la vecchia che poco prima si era lamentata gemè di nuovo:

— E vero, ho veduto io il vetturale. A me nessuno ha mandato una coscia di capra....

— Quando si sposa sorella mia vi daremo tutta la carne che vorrete. Ammazzeremo tre vacche e dieci capre, e distribuiremo la carne ai buoni amici ed ai buoni vicini, — disse Banna, che voleva distoglier l’attenzione di Columba dalle chiacchiere di Pretu; ma alle donne, più che le sue promesse, premevano i regali misteriosi ricevuti dal malato, e tutte si rivolgevano al ragazzo interrogandolo.

— Sì, il mio padrone ha amici in tutte le parti del mondo. Anche oggi ha ricevuto una lettera, ed era tanto bella che lui rideva e piangeva nel leggerla.

Columba, sebbene il nonno stesse già a sellare il cavallo, non si muoveva dalla porta. Banna disse:

— Vattene via, bavoso. Sarà qualche elemosina, quella che vi faranno....

— Qualche elemosina? Se il mio padrone ne volesse la sua casa sarebbe piena come un forno. Ma lui non ne vuole. Son regali quelli che gli mandano. Ce una gran dama, a Roma... E anche qui.... anche qui.... — aggiunse con accento di mistero. — vedrete cosa succederà qui....

La vecchia, che invano aveva aspettato dai Corbu un regalo per Pasqua, disse: — Ho sentito dire che il Commissario in persona andrà a visitare il povero Jorgeddu. Sì, anima mia. c’è ancora gente caritatevole nel mondo. Io sono povera, ma se il malato volesse potrei anch’io dargli qualche piccola cosa....