Pagina:Colombi e sparvieri.djvu/211

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— Perchè lei li ha respinti tutti! Il prete....

— Ah, quel prete! — interruppe Jorgj, — venne per farmi disperare maggiormente; mi parlava di morte, mentre tutto è ancora vita in me! Senta come batte il mio polso.... senta come batte il mio cuore.... Io non sono stato mai cosi vivo come dopo che i miei nemici mi hanno inchiodato qui come Cristo, e come Lui sento l’amore per gli uomini e la compassione per i loro errori....

— Se lei compatisse, non andrebbe in collera contro quel disgraziato prete! Egli è più infelice di lei. Quante volte, mi disse, è venuto qui fino alla porta e non ha osato entrare! Egli è più solo di lei: lo lasci venire, signor Giorgio; sarà lei che farà un’opera buona. Gli dico che venga?

Ella aveva tratto le dita dal guanto e gli stringeva il polso.

Che benessere, che senso di dolcezza, quasi di ebbrezza, trasfondeva quel lieve contatto in tutte le vene di lui!

Ma la fanciulla lasciò il polso ed egli tornò in sè.

— Ed anche gli altri, — ella riprese. — Tutti le vogliono bene e verranno a dirglielo. Veda, mi lasci parlare, anche zia Giuseppa Fiore, per esempio.... Lei l’ha cacciata via, eppure quella donna le vuol bene come ad un figlio. È una donna primitiva, che ha il culto dell’odio e della vendetta, è vero: ma qui veniva spinta da un sentimento di protezione: univa al suo odio l’odio che, ella si immaginava, Giorgio Nieddu doveva provare per il comune nemico....

— Lei è buona, signorina, — ripetè Jorgj sorridendo come fra sè, — ma lei non conosce ancora a fondo la psicologia complicata dei miei compaesani.... Io le farò leggere certe pagine che