Pagina:Colombi e sparvieri.djvu/249

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— La padrona non voleva che missignoria mangiasse di questa erba.

— Dille che anche Gesù nel deserto si contentava di quello che aveva.

— Vieni oggi, Mariano? Su, vieni, così parto tranquilla! Parto domani, se vieni oggi.

— Ma neanche per sogno! Forse prima di partire.... un giorno o due; ma per adesso no, è inutile, non vengo, non voglio aver seccature.



Il giorno dopo la visita notturna di Columba al malato, Mariana e prete Defraja entrarono nella stamberga.

Ella si tolse il cappello, prese di mano al prete il tricorno e so lo misurò, guardandosi nello specchietto, di cui Jorgj, ancora abbattuto dalle vicende straordinarie della notte, seguiva coni gli occhi tristi il riverbero danzante sui muri.

Egli pensa va a Columba sembrandogli di veder ancora la figurina nera di lei piegata convulsa implorante perdono e amore. Ah, quale contrasto fra le due donne; una nera e piena di mistero come la notte, l’altra bianca e lieta come il giorno! Egli la guardava e sentiva cessare i suoi mali.

— Finalmente abbiamo bel tempo, — disse prete Defraja passandosi la bianca mano sui capelli dorati. — Ma adesso verrà subito il caldo, che, a quanto dicono, qui non scherza!

— Ma se in casa sua si sta come sulle Alpi! — disse allora Jorgj scuotendosi. — Su nella piazza c’è sempre fresco, e dalla panchina di angolo si vede il mare.... Ah, come mi piace quella panchina! Io ci stavo ore ed ore....