Pagina:Colombi e sparvieri.djvu/250

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È bello, sì; ma è anche lontanuccio quel mare....

— Io amo il mare così da lontano, — disse Mariana rimettendo lo specchietto nella borsa e il tricorno nelle mani del prete. — Ah, il suo cappello non mi piace; eppoi porta disgrazia. Se lo tenga, non lo voglio!

— Ma io non glielo avevo dato, signorina!

— Se lo volevo, lei me lo dava!

— Ma neanche per sogno.

— Un altro mi diceva così, per un’altra cosa, — ella disse con forza, guardando il prete negli occhi, — e invece adesso s’è piegato e farà quello che vorrò io!

— Chi? Chi? — domandarono a una voce i due uomini, indovinando ch’ella accennava al fratello. Jorgj arrossì d’emozione.

Ah, se il Commissario si decideva a fargli visita, la sua rivincita era completa! Mariana però non volle dire altro. Trasse da un pacco che aveva portato con sè un grosso volume e da lontano fece leggere il titolo ai due uomini: il prete si nascose gli occhi con la mano ed ella si mise a ridere.

— Tanta paura le fa? Ha ragione! È un libro di vita e di morte, e tutte e due sono terribili! Ma il signor Giorgio lo leggerà con piacere perchè lui non ha paura nè dell’una nè dell’altra.

— Dia, dia, — supplicò il malato tendendo la mano mentre il prete scuoteva la testa e muoveva le labbra come mormorando uno scongiuro.

Mariana ficcò il libro sotto il cuscino di Jorgj: era «Forse che sì forse che no».

— Io ho visitato il palazzo ducale di Mantova cinque anni or sono. Sì, proprio cinque anni or sono; cosa crede, ch’io sia giovane? Son vecchia, prete Defrà: se no, non mi farei accompagnare da un uomo pericoloso come lei ! Sì, ri-