Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/106

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   62 i n f e r n o   ii. [v. 10-36]

fine, e però dice immortale. Secolo dice Papia che è corso di vita e quivi; cioè nell’inferno, è corso di vita immortale; cioè che non si dee finire per morte, come si finisce la nostra vita del secolo ovvero del mondo. Questo non si può intendere del purgatorio, benchè Virgilio ponga nel sesto libro della sua Eneida, che Enea fosse guidato da Sibilla per l’inferno e purgatorio; imperò che il purgatorio verrà meno dopo il giudicio e non sarà più, sicchè non si può dire secolo immortale per quel modo che si dice inferno; potrebbesi ben dire immortale, largo modo per rispetto di quelli che vi sono purgati, che non deono mai più morire. e fu sensibilmente; cioè secondo il corpo ove sono li strumenti de’ sensi, a ciò che non s’intenda che v’andasse spiritualmente, dice così; et aggiugne concludendo che questo fu degna cosa, dicendo: Però; cioè et imperò, se l’avversario d’ogni male; cioè, Idio, il quale è avverso, e contrario a tutti i mali, et aiutatore di tutti i beni, Cortese fu; cioè a quello Enea di lasciarvelo andare, pensando l’alto effetto, Ch’uscir dovea di lui. Questo dice per Cesare primo imperadore, lo quale fu della stirpe di Giulio Ascanio figliuolo d’Enea, e però fu chiamato Giulio Cesare, lo quale fu bene alto effetto. e il chi, e il quale; cioè pensando ancora chi era, e qual era colui che dovea uscire di lui, Non pare indegno ad uomo d’intelletto; cioè ad uomo che intenda non pare cosa indegna che Dio fosse cortese ad Enea di lasciarlo discendere all’inferno e vedere le cose segrete, et avere relazione delle cose future, pensando chi era colui che dovea uscire di lui; le quali cose li predisse ancora Anchise, come finge Virgilio nel sesto, acciò che Enea fosse più animoso a sostenere ogni fatica, per inducere sì fatto effetto da sè. Ch’ei fu dell’alma Roma e di suo impero, Nell’empireo Ciel per padre eletto; cioè lo quale descensore fu eletto per padre dell’alma Roma; cioè dell’alta Roma, perciò almo significa alcuna volta eccelso, e di suo impero; cioè imperio, nell’empireo Cielo. Cielo empireo è sopra tutti li altri cieli, e qui abita Idio, e perchè ogni cosa è proveduta, et ordinata principalmente da Dio, però dice che fu eletto nello empireo Cielo. La quale e il quale, a voler dir lo vero ec. Questo testo ò io trovato altrimenti, cioè: La qual nel quale, et allora è più chiara la sentenzia: però che s’intende la qual Roma fu stabilita; cioè fermata nel quale imperio. per lo loco santo; cioè a ciò che quivi fosse lo capo della sedia, ovvero chiesa di Dio, e la sedia del papa, e però aggiugne: U’ siede il Successor; cioè ove dee sedere ogni papa che è successore del maggior Piero; cioè di Piero apostolo di Cristo il quale fu primo papa, et è maggiore di tutti li altri che poi abbiano avuto sì fatto nome. Ma stando il primo testo si dee intendere: La quale; Roma, e il quale imperio, a voler dir lo vero; cioè volendo manifestare la verità, fu stabilita,