Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/183

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cose poneva incerte sì come li academici, della setta de’ quali fu questo Democrito, e però dice l’autore: che il mondo a caso pone; cioè pone il mondo essere a caso et a fortuna, e non alla providenzia di Dio. Diogenes. Costui fu filosofo naturale, e vivette in estrema povertà: imperciò che brievemente non volle possedere alcuna cosa, se non una tonica et uno mantello, et una tasca ove portava il cibo, et uno nappo1 di legno con che potesse bere dell’acqua: e vedendo bere al fiume un fanciullo con la mano, disse che non s’avea ancora posto a cura che la natura ci avesse data la coppa, et allora gittò via la coppa e la tasca come cose d’avanzo, e visse poi d’erbe le quali in ogni lato trovava. A costui Alessandro non potè dare alcuna cosa, perchè nulla volle ricevere da lui. Molte cose si dicono della sua estrema povertà, che al presente lascio per brevità. Anassagora. Costui fu filosofo e riprese la stoltizia di coloro ch’adoravano il sole, dicendo che il sole era come una pietra affocata, e però fu scacciato dalla città e sbandito come dice santo Agostino nel xviii libro De Civitate Dei, capitolo xli. e Tale. Questo Tale fu di Mileto città di Grecia, e fu uno di vii savi di Grecia i quali avanzarono tutti li altri nel tempo loro, e furono questi; cioè Tale di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante prieneo, Periandro di Corinto, Chilone di Sparta, Solone ateniese e Licurgo di Tracia. Questo Tale fu trovatore della filosofia appo li Greci, contemplando innanzi alli altri le cagioni del cielo e la virtù delle cose naturali; la qual poi Platone divise in matematica e fisica, e la matematica divise in arismetrica2 e geometria, musica et astrologia, chiamando quella che tratta delle cagioni del cielo, matematica; e quella che tratta delle virtù delle cose naturali, fisica. Empedocles. Costui fu antichissimo filosofo, e di lui dice Orazio che, per essere tenuto immortale, si gittò nel voragine d’Etna monte di Cicilia, onde evapora il fuoco, et arsevi dentro, e fu uomo sottilissimo a investigare le cagione3 delle cose. Eraclito. Costui ancora fu filosofo e fu molto oscuro nel suo parlare, e però dice Seneca, che fu chiamato Scotomio, dalla scurità del parlare. e Zenone. Costui fu filosofo stoico et uccise sè medesimo, acciò che dopo la morte vivesse felicissimo, come dice Lattanzio. E come dice santo Agostino, Zenone e Crisippo furono principi delli stoici; e come dice Valerio libro iii capitolo De Patientia, Zenone andò in Cicilia4, Agrigento e fecela liberare dalla

  1. C. M. una coppa di legno
  2. Arismetrica, aritmetica. Il vezzo di frapporre l’r in certe parole derivanti dal latino era frequente negli antichi ed oggi non è da seguire, poichè le regole della favella sono stabilite. Niuno si meravigli di arismetrica, avendo pure balestra, ginestra, registro ec. E.
  3. C. M. cagioni
  4. in Cicilia, Agrigento. Questa è una maniera ellitica dove la particella in è sottintesa, alla foggia de’ Latini.  E.