Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/47

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appare che sotto li preditti vocabuli; cioè favilla, fiamma, fuoco e luce, alcuna volta s’intende lo intelletto; alcuna volta, la verità. Unde1 posso così argumentare: una favilla di verità applicata allo intelletto fa intendere molte altre verità e così di tutte altre verità; adunque bene è vera l’autorità preditta: Poca favilla gran fiamma seconda. Nella quale autorità considero due cose; cioè una antecedente brevità, in quanto dice poca favilla: una susseguente abundanzia e fertilità, quando suggiunge gran fiamma seconda. Ma, lassato il processo delle ditte due parti alle quali per brevità non mi stendo, vegno alla intenzione della ditta autorità la quale può essere in tre modi; cioè adattandola a me tanto, adattandola a me e a’ lettori, adattandola a me e a li auditori. Quanto al primo, dico che la preditta autorità suona questo; e questo ne voglio prima intendere che: Poca favilla; cioè lo mio poco intelletto, seconda gran fiamma; cioè cresce in gran fiamma d’intendere. Speculato e veduto la verità di questo nostro autore altissimo nella sua materia e sottilissimo nelli suoi sermoni, aprirannosi molte altre grandissime verità, posto in questo lo mio studio e la mia industria: alla qual cosa mi conforta Valerio nel principio del settimo capitolo dell’ottavo libro, dove tratta dello studio e della industria, dicendo: Quid cesso vires industriae commemorare, cujus alacri spiritu militiae stipendia roborantur, forensis gloria accenditur, fido sinu cuncta studia recepta nutriuntur; quicquid animo, quicquid manu, quicquid lingua admirabile est, ad cumulum laudis perducitur? Quae cum perfectissima sit virtus, eam tamen duramento sui confirmat. E questa è la prima cagione finale che m’à mosso. Secondo, dico che la ditta autorità si può intendere per me e per li altri lettori, e allora si spone così: Poca favilla; cioè la mia debile e lieve lettura, seconda gran fiamma; cioè seguiterà

  1. Il nostro commentatore adopera ora onde ed ora unde ad imitazione de’ latini, come troviamo usato frequentemente presso gli antichi nostri scrittori. E.