Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/52

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latina canto villesco1. Et è qui da notare che tutti li canti non sono d’una misura: imperò che quale è di 45 ternari, e quali di meno e quali di più, et a tutti è uno versetto posto nella fine, solo per compiere la cosonancia del verso mediatore del ternario, et ogni verso è di undici sillabe, se la penultima sillaba è lunga; e, s’ella è brieve, è di dodici, sì come appare in questo verso C. i d’Inferno: Nel mezzo del cammin di nostra vita, che è di undici sillabe, et in quest’altro C. xxiv: Parlando andava per non parer fievole, che è di dodici sillabe. Possono ancora essere di dieci, sì come quelli che finiscono in dizione monosillaba; cioè d’una sillaba, sì come in quel verso C. xxvi: Così fosse ei, da che pur esser de, bene che molti duplicano e e dicono dee, e fannolo di undici sillabe, e sì come in quel verso del xxvi Canto di Purgatorio, che dice così: Tan m’abelhis vostre cortes deman lo quale è di dieci sillabe. Et oltre alle predette cose sopra il detto titolo è da vedere chi fu questo autore nominato nel titolo Dante. Et a questo doviamo sapere che l’autore del presente poema, sì come testifica il titulo, fu Dante Allighieri, per ischiatta uomo nobile della città di Fiorenza, la vita del quale non fu uniforme; ma di diverse mutazioni infestata: imperò che spesse volte in nuove qualità di studi si permutò; cioè nella puerizia, nella propia patria; cioè in Fiorenza si diede alli studi liberali e maravigliosamente valse in essi: imperò che oltre alla grammatica, seppe ottimamente loica e rettorica, come nelle sue opere appare assai manifestamente. E perchè nella sua opera tocca molto d’astrologia, e quella non si può avere sanza arismetrica e geometria, è da credere che in tutte e tre fosse bene informato, e di musica ancora si può credere e sì per li sonetti e canzoni morali, ch’elli sottilmente compose, che ne fosse assai bene informato. Dicesi ancora che in sua giovanezza

  1. Molti codici e le antiche stampe ànno comedia, e noi seguiamo volentieri questo modo, perchè si tiene meglio al latino e al greco, donde trae l’origine, componendosi di κώμη, borgo, villa; e ῳδὴ, canto, cantico. E.