Pagina:Commedia - Inferno (Imola).djvu/16

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IV I^^T()R^o alla mia ed oveke pel Giubileo. Questo è il tutto de’ particolari della gioventù del Rambaldi. Strinse poi amicizia caldissima coi due fulgidissimi astri di quella età, dico Petrarca e Boccaccio, coi quali sempre poi mantenne commercio di studi e di lettere dimestichevoli. Il perchè lo stesso Petrarca nella undecima delle Senili pone l’indirizzo — ad Benvenutum Rhetorem Imolensem de Poetis — Cui esso risponda, che spedirà alcune note,o commenti per chiarire le Egloghe dello stesso Petrarca, note scritte ad incitamento del Boccaccio, e date in luce in Venezia per Simone Bevilacqua Pavese nel 1563 con in fronte — Bucoiicum Carmen in duodecim Eglogas distinctum cum Commentario Benvenuti viri darissimi — In altra lettera avvisa del pensiero d’illustrare pur anche le Pastorali del Boccaccio, ma s’ignora, se lo facesse giammai. Le note hanno il pregio singolare di svelare i soggetti nascosti sotto ai fìnti nomi pastorali; e non era facile sotto il nome di Niobe sospettare, che il Petrarca avesse inteso significare, dove Laura ebbe tomba. Il chiarissimo Perticari nel volgarizzare la sesta produsse passo passo le chiose del Benvenuto, con che mostrò in qual conto tenesse le fatiche dell’Imolese. Ne’ suoi faticosi studi ebbe sott’occhio — i c?e/// e fatti memorabili di Valerio Massimo — malamente a parer suo commentati dal filosofo Dionigi, e ne