Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/186

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   176 p u r g a t o r i o   viii. [v. 31-42]

dia: imperò che ce ne manda più abbondantemente che noi non meritiamo per lo nostro dimando. Finge che siano vestiti li angiuli di verde co l’ali verdi, per significare la vigorosità de la grazia di Dio, che mai non viene meno a chi la sa mantenere: la verdura significa la vigorosità.

C. VIII — v. 31-42. In questi quattro ternari lo nostro autore seguita la figura incominciata di sopra, dicendo: L’un; dei ditti due angiuli discesi dal cielo, poco sovra noi; cioè un poco più in sul fianco de la valle che noi; cioè Sordello, Virgilio et io Dante fussemo 1, a star si venne; per guardare la valle, come fa lo falcone quando sta in posta, E l’altro; cioè angiulo de’ du ditti di sopra scese; cioè dal cielo, all’opposita sponda; cioè all’altro fianco de la valle, incontra a l’altro, Sì che la gente; che aveano a guardare, in mezzo si contenne; cioè dei ditti due angiuli sì, che bene erano guardati. Ben discernea; cioè io Dante, in lor; cioè nei ditti due angiuli, la testa bionda; cioè io potea ben vedere che ì capo loro era biondo; e questo finge, per mostrare la loro bellessa, Ma ne le facce; cioè loro, l’occhio; cioè mio, dice Dante, si smarria; cioè venia meno, che la vista non sofferia: tanto era lo splendore de le loro facce; e però dice; Come virtù; cioè dei sensi nostri umani, che al troppo si confonda: ogni nostra virtù sensitiva richiede l’obietto contemperato a sè, altramente viene meno, come veggiamo de la virtù visiva che non sofferisce di vedere la rota del Sole. Ambo vengon del grembo di Maria, Disse Sordello; cioè a Virgilio et a me Dante, che amburo quelli angiuli veniano da Cristo nostro Signore che fu contenuto nel grembo de la Vergine Maria; et è colore che si chiama denominazione, quando la cosa che tiene si pone per quella che è tenuta; et anco si può intendere che vegnano per mezzo de la Vergine Maria, che sempre è nostra avvocata dinanzi al suo filliuolo. a guardia de la valle; ne la quale sono li sopra detti signori, secondo la lettera; ma, secondo l’allegoria, a guardia di quelli che sono nel mondo in stato di penitenzia e di umiltà: imperò che la valle significa umilità, Per lo serpente; questo serpente che 2 l’autore finge che vegna ad assalire quelli che sono ne la valle, come dirà di sotto, significa lo dimonio che viene a tentare coloro che sono in stato di penitenzia, quando sente che la grazia di Dio sia partita per alcuno peccato; e farebbe l’omo cadere in peccato co le sue tentazioni, se l’omo non fusse preservato da la nuova grazia sopra venuta; e però dice: che verrà via via; cioè lo quale serpente verrà incontenente. Ma io; cioè Dante, che non sapea per qual calle; cioè per

  1. Fussemo; voce primitiva, conformata al fuissemus latino, e risultante dalla terza singolare fusse. E.
  2. C. M. che l’altro re finge