Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/238

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   228 p u r g a t o r i o   x. [v. 17-27]


C. X — v. 17-27. In questi due versetti e tre ternari lo nostro autore finge come montonno suso in su la prima cornice, e descrive com’ella era fatta, dicendo così: Ma quando fummo liberi et aperti; cioè Virgilio et io, che eravamo usciti da la pietra cavata, Su dove ’l monte dritto si rauna; cioè si raccollie in fine a quel primo balso: imperò che infine a quive la ripa è ritta, Io; cioè Dante, stancato: imperò che la carne sì stanca l’anima nostra del montare a la perseveranzia de la penitenzia; et allegoricamente s’intende la sensualità stanca; ma non la ragione, et ambedu’ incerti Di nostra via; cioè Virgilio et io eravamo incerti de la via che dovessimo tenere: imperò che la sensualità, nè la ragione sa la via che dè tenere ne la perseverazione de la penitenzia, s’ella nolli è mostrata da la grazia di Dio, ristemmo su in un piano; e questo è lo primo balso del purgatorio, dove finge l’autore che si purghi lo peccato de la superbia, Solingo più che strade per diserti; e per questo dà ad intendere la pogansa delli omini che si salvano, mostrando essere quive solitudine più che ne le strade che sono ne’ diserti. Da la sua sponda; cioè del canto del balso di fuori, cioè di verso la montata; e però dice: onde confina il vano; però che non v’è riparo, Appiè dell’alta ripa; cioè verso lo monte che sale, che era talliato ritto com’una ripa, che; cioè la quale ripa, pur sale: però che si stende in suso, Misurrebbe in tre volte un corpo umano; cioè era largo quel balso 15 piedi: imperò che comunemente l’omo è lungo 5 piedi sì, che quanto tre volte si potea stendere uno omo, era la larghessa del balso primo. E quanto l’occhio mio; parla Dante de la vista sua, potea trar d’ale; cioè potea stendersi la virtù visiva di Dante, Or dal sinistro et or dal destro fianco; cioè in verso mano destra e sinistra, ragguardando lo circuito del monte, Questa cornice; cioè lo primo balso, mi parea cotale; sì larga, come detto è di sopra. Ora che l’autore àe incominciato a trattare del purgatorio, debbiamo attendere la divisione del processo; e debbiamo sapere che l’autore finge che intorno a questo monte siano sette balsi fatti, come questo primo; ma l’uno è minore che l’altro sì, come lo monte digrada et assottillia quanto più si monta in su, sicché nel primo, del quale si tratta in questo canto e nell’altri 1, finge l’autore che si purghi lo peccato de la superbia; nel secondo balso si purghi lo peccato de la invidia, lo quale balso è minore che ’l primo e più alto; e comincia a trattare d’esso nel canto xiii, che incomincia: Noi eravamo ec. Nel terso balso finge che si purghi lo peccato de l’accidia, e finge che sia minore e più alto che ’l secondo; et incomincia a trattare di quello nel canto xv, che incomincia: Quanto tra l’ultimar ec. Nel iv balso finge che si

  1. C. M. nelli altri due che seguitano; cioè xi e xii, finge