Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/262

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di Dio, Fan sacrificio a te; cioè a te Iddio col suo libero arbitrio confermato ora in grazia, disponendolo e tenendolo sempre apparecchiato a la tua obbedienzia: imperò che, poi che i dimoni caddeno li angiuli che stetteno, funno confìrmati in grazia: fare sacrificio a Dio, pilliando largo modo, è fare cosa sacra; e fare sacrificio de la volontà è orare con buono volere e lodare Iddio; e però adiunnge cantando Osanna; questo vocabulo Osanna è vocabulo ebreo, et 1 interpretato; Fa salvi: quando l’omo e li angiuli fanno sacrificio a Dio cantano Osanna; cioè Fa salvi. E ben che questo non sia necessario a li angiuli: imperò che sono salvi; niente di meno cantano questo a loda, dimostrando ch’elli è quello che li à salvati e solo elli può salvare, e però canta la Chiesa: Et ideo cum Angelis et Archangelis, cum Thronis et Dominationibus, cumque omnia militia cœlestis exercitus hymnum gloriœ tuœ eanimus 2 sine fine dicentes: Sanctus, Sanctus, Sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pieni sunt cœli et terra gloria tua. Ifosanna in excelsis. Benedictus, qui venit in nomine Domini Hosanna in excelsis — . Osanna è vocabulo composto ab osi che è interpretato Salvifica, et anna quœ est interiectio deprecantis, che tanto viene a dire quanto doh, quasi dica: Doh fa salvi; e però si dè intendere che preghino non per sè che non ànno bisogno; ma per li omini del mondo. E così faccian; cioè sacrificio a te, li omini dei suoi; cioè voleri; cioè dei loro liberi arbìtri facciano sacrificio a te Iddio, orando e lodando te; o volliamo intendere disponendoli et apparecchiandoli a la volontà tua: imperò che maggiore sacrificio non può fare l’omo a Dio, che offerirli la sua volontà; unde dice santo Prospero: Quid voveat Domino, quisquis bene corde volutat, Ipsum se totum prœparet et voveat: Maior enim 0fferri nequit hostia mentis in ara. Nec Christi ex templo suavior exit odor, Quam cum homo castorum profert libamina morum, Et de virtutum munere sacra litat etc.; e questo 3 è lo terso dimando che si fa a Dio, lo quale è restrittivo del primo: imperò che il primo dice che tutte le creature generalmente nell’esser loro lodino Iddio; qui specialmente dimanda de li omini, perchè eccedeno l’altre creature inferiori e sono avansati da li angiuli, che in quello ch’elli avansano l’altre creature; cioè ne la libertà de l’albitrio 4, facciano sacrificio a Dio come fanno li angiuli, che eccedeno li omini e l’altre creature. Adiunge poi lo quarto dimando, dicendo: Dà oggi a noi; cioè peccatori che siamo nel purgatorio; et a noi omini che siamo nel mondo, intendendo quando si dice di quelli del

  1. C. M. et è interpetrato;
  2. Altr. concinunt
  3. C. M. E questo à posto per lo terzo dimando; cioè fiat voluntas tua, sicut in Cœlo et in terra; e questo è lo terzo
  4. Albitrio; arbitrio, dove scorgesi lo scambio delle due liquide l ed r, come in albore per arbore e simili. E. — C. M. arbitrio,