Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/556

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


C A N T O   X X I I I.




1Mentre che li occhi per la fronde verde
     Ficcava io sì, come far sole1
     Chi dietro alli uccellin sua vita perde,2
4Lo più che padre mi dicea: Filiole,3
     Viene oggimai, che ’l tempo che n’ è posto4
     Più utilmente compartir si vole.
7Io volsi il viso, e ’l passo non men tosto
     Appresso ai savi, che parlavan sìe,
     Che l’ andar mi facean di nullo costo.
10Et ecco pianger e cantar s’ udìe,
     Labia mea, Domine, per modo
     Tal, che diletto e dollia parturìe.
13O dolce Padre, che è quel ch’ io odo?
     Cominciai io; et elli: Ombre che vanno
     Forse di lor dover solvendo ’l nodo.
16Sì come i peregrin pensosi fanno,
     Giungendo per cammin gente non nota,
     Che si volgeno ad essa, e non restanno;5

  1. v. 2. C. A. così,
  2. v. 3. C. M. drieto
  3. v. 4. Filiole; presso gli antichi per parità di cadenza, come domine, vase ec. Questo viene dal vocativo latino filiole. E.
  4. v. 5. C. M. C. A. Vienne
  5. v. 18. C. A. ristanno;