Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/577

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c a n t o   x i v. 567

46Tu te n’ andrai con questo antivedere;
     Se nel mio mormorar prendesti errore,
     Dichiareranti ancor le cose vere.
49Ma dì, s’ io veggio qui colui che fore
     Trasse le rime nove, incominciando:12
     Donne, ch’ avete intelletto d’amore.
52Et io a lui: Io mi son un che, quando
     Amore spira, noto, et a quel modo3
     Che ditta dentro, vo significando.
55O frate, issa vegg’ io, disse egli, il nodo4
     Che il Notaro, e Guittone, e me ritenne
     Di qua dal dolce stil novo ch’ io odo.
58Io veggio ben come le vostre penne
     Di dietro al dittator sen vanno strette,
     Che de le nostre certo non avvenne.
61E qual più oltre a riguardar si mette,5
     Non vede più dall’ uno all’ altro stilo;
     E quasi contentato si tacette.
64Come li augei, che vernan lungo ’l Nilo,6
     Alcuna volta di lor fanno schiera,7
     Poi volan più in fretta e vanno in filo;
67Così tutta la gente che lì era,
     Volgendo ’l viso raffretta ’l suo passo,8
     E per magrezza e per voler leggiera.
70E come l’ om che di trottar è lasso,
     Lassa andar li compagni, e si passeggia9
     Fin che si sfoga l’ affollar del casso;10

  1. v. 50. C. A. le nuove rimo cominciando:
  2. v. 50. C. M. cominciando
  3. v. 53. C. A. Amor mi spira noto, e
  4. v. 55. Issa; ora, dall’ ipsa latino, suppostovi hora. E.
  5. v. 61. C. A. più a guardare oltre
  6. v. 64. C. A. verso il Nilo,
  7. v. 65. C. A. volta in aer fanno
  8. v. 68. C. A. raffrettò suo
  9. v. 71. C. M. C. A. Lascia
  10. v. 72. C. A. sfoghi