Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/598

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   588 p u r g a t o r i o

19Allor siguramente apri’ la bocca,1
     E cominciai: Come si può far magro
     Là dove l’ uopo del nodrir non tocca?2
22Se t’ ammentassi come Meleagro
     Si consumò al consumar d’ un stizzo,
     Non fora, disse, a te questo sì agro;3
25E se pensassi come al vostro guizzo4
     Guizza dentro a lo specchio vostra image.5 6
     Ciò che par duro ti parrebbe mizzo.7
28Ma perchè dentro tuo voler adage,
     Ecco qui Stazio; et io lui chiamo, e prego
     Che sia or sanator de le tue piage.
31Se la vendetta eterna li dispiego,8 9
     Rispuose Stazio, là dove tu sie,
     Discolpi me non poterti far nego.
34Poi cominciò: Se le parole mie,
     Fillio, la mente tua guarda e riceve,
     Lume ti fiero al come che tu die.10 11
37Sangue perfetto, che poi non si beve
     Dall’ assetate vene, e si rimane
     Quasi alimento che di mensa leve,
40Prende dal cuor a tutte membra umane12
     Virtute informativa, come quello
     Ch’ a farsi quelle per le vene vane.13 14

  1. v. 19. C. A. sicuramente aprii
  2. v. 21. C. M. C. A. nutrir
  3. v. 24. C. M. Non fora questo a te, disse, sì agro:
  4. v. 25. C. A. al nostro guizzo
  5. v. 26. C. A. allo specchio nostra
  6. v. 26. Image; terminato in e per uniformità, come ambage ec. E.
  7. v. 27. C. A. vizzo.
  8. v. 31. C. A. veduta eterna gli dislego,
  9. v. 31. Dispiego; dispiegò, manifestò interpreta il nostro Butese; e gli antichi adoperavano talora senza accento la terza persona singolare del perfetto nella prima coniugazione. Il Barberino « Mi battea come vile; Iddio ne ’l pago » E.
  10. v. 36. C. A. fieno
  11. v. 36. Die, dii; dall’ infinito dire, come sente e senti, pure adoperato in antico al presente indicativo. E.
  12. v. 40. C. A. nel core
  13. v. 42. C. A. Che frange quello
  14. v. 42. Vane; terza persona singolare vae, da vaere, o vaire frammessovi l’ n, affin di riposare la voce, come in àne, ene per àe, ee. E.