52Di sopra fiammeggiava il bell’arnese,
Più chiaro assai che Luna per sereno
Di mezza notte nel suo mezzo mese. 55Io mi rivolsi d’ammirazion pieno
Al buon Virgilio; et esso mi rispuose
Con vista carca di stupor non meno. 58Inde rendei l’aspetto all’alte cose,
Che si moveano in contra a noi sì tardi,
Che foran vinte da novelle spose.[1] 61La donna mi sgridò: Perchè pur ardi
Sì ne l’affetto de le vive luci,[2]
Che ciò che vien di rieto a lor non guardi? 64Genti vidd’io allor, com’a lor duci,
Venir appresso vestite di bianco;
E tal candor di qua già mai non fùci.[3] 67L’acqua splendea dal sinistro fianco,[4]
E rendea a me la mia sinistra costa,
S’io ragguardava in lei, come ’n specchio anco.[5] 70Quando da la mia riva ebbi tal posta,
Che solo il fiume mi facea distante,
Per veder mellio ai passi diedi sosta; 73E viddi le fiammelle andar davante,
Lassando drieto a sè l’aire dipinto,
Che di tratti pennelli avea sembiante;[6] 76Sì che lì sopra rimanea distinto[7]
Di sette liste tutte in quei colori,
Onde fa l’arco il Sole, e Delia il cinto.