Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/748

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ditto è di sopra; cioè che Dante significa la sensualità, che sempre ministra a la ragione et a lo intelletto, e però bene si li conviene questo nome Dante; e Virgilio significa la ragione superiore et inferiore di Dante, che dè signoreggiare, reggere e dirissare la volontà che non consenta a la sensualità, e però ben si li conviene questo nome Virgilio; cioè Virga lilii: imperò che la ragione dè sempre stare diritta come la virga del gillio, cioè lo gambo, e sempre dè essere vigoroso come lo gambo del gillio che grande tempo sta verde; e Stazio significa lo intelletto, che guida la volontà e la sensualità per quelle cose che con ragione non si possano comprendere, e però bene si li conviene questo nome Stazio, cioè stante iudicio; Statius, id est stans ius; cioè stante iudicio; e per mostrare questo fu necessario che qui si rigistrasse lo nome di Dante, per dare ad intendere chi era questo Virgilio che avea guidato Dante infine a qui, e che ora si partia da lui, e per la partensa del quale Dante piangea; ancora era necessario che lo nome dell’autore, che significa la sensualità ne la quale s’intende lo 1 intelletto, cioè la volontà respettiva, de la quale fu detto di sopra, qui si rigistrasse e nominasse: imperò che a lui convenia piangere li suoi peccati et avere la generale contrizione di tutti li suoi peccati, e specialmente d’avere lassato la vita più virtuosa per la meno virtuosa, la quale solo si conviene a la sensualità insieme col talento: imperò che la ragione non può mai consentire al vizio, se non è ingannata de la sensualità col talento, e però a la sensualità col talento si conviene la contrizione e ’l piangere, la quale àe indutto lo peccato; e per queste ragioni appare che qui di necessità si rigistra questo nome Dante e non altro, se non ne l’ultima cantica nel canto xxvi. Tutto che ’l vel; cioè ben che ’l velo, del quale fu ditto di sopra che avea in capo, che li scendea di testa; dice: imperò che di capo li scendea giù per le gote et insù le spalle e poi infine ai piedi, a denotare che la fede velava tutta la prima parte de la s. Scrittura, prima, e poi tutta la s. Scrittura, Cerchiato; cioè lo detto velo, de la fronde di Minerva; cioè di fronde d’ulivo lo quale è consecrato a Minerva, che è la dia de la sapienzia, secondo li Poeti, et è interpretata immortale: imperò che la sapienzia è immortale et a lei è consecrato l’ulivo che è segno di pace: imperò ch’ella lo produsse, percotendo la terra co la punta de la sua asta: la sapienzia è sempre armata incontra tutte le persecuzioni e tentazioni e sempre produce pace; e però finge, come ditto è di sopra, che la Teologia sia coronata lo capo d’ulivo, a denotare ch’ella è adornata 2 di sapienzia e de la pace produtta da essa sapienzia, et è vittoriosa d’ogni cosa avversa, et però porta ancora l’ ulivo in

  1. C. M. lo talento
  2. C. M. ornata