Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/758

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trare a studiarla spiritualmente, cioè anagogicamente et allegoricamente, elli abbandonò lo studio e levò l’amore de la santa Scrittura, e mutai vita; cioè io Beatrice, che m’ era mostrata a lui pur carnale, cioè secondo la lettera e moralità, et incominciava a mostrarmili spiritualmente, cioè allegoricamente et anagogicamente e questo era mutare la vita, Questi; cioè Dante, si tolse a me; cioè si levò da me, cioè dal mio studio, e dièsi altrui; cioè ad altri studi et amori. Quando di carne a spirto era sallita; cioè quando era montata la sponizione carnale, cioè morale e litterale a spirituale, cioè anagogica et allegorica, E bellezza e virtù cresciuta m’era: tanto è più bella e più virtuosa la santa Scrittura, quanto più altamente si considera, quando s’intendeno le suoe figure e le suoe allegorie, secondo la celeste Ierusalemme, spiritualmente; et allora è meno bella e virtuosa, quando si considera carnale, secondo la terreste Ierusalemme, Fui io; cioè Beatrice, a lui; cioè a Dante, men cara e men gradita; cioè meno mi reputò cara, e meno li piacque quando più li dovea piacere et essere più cara, E volse; cioè Dante, i passi suoi; cioè le suoi affezioni, per via non vera; cioè per la via sinistra dei vizi; e ben dice ch’ elli volse li passi: imperò che de la via diritta tornò adrieto ne la sinistra, Imagini del ben seguendo false; cioè seguitando li beni mondani, che sono falsi et ingannevili e sono imagine del vero e perfetto bene; unde dice Boezio, quando dice: Haec vel imagines Veri boni, vel imperfecta quaedam dare 1 bona mortalibus videntur — , Che; cioè le quali, nulla promession rendeno intera; cioè non fanno quil che imprometteno: imperò che le richesse non fanno l’ omo interamente sufficente, come prometteno, e le dignità e li regni, la gloria e li diletti, come dice ancora Boezio: Quod si neque id 2 valent efficere quod promittunt, bonisque pluribus carent, nonne liquido falsa in eis beatitudinis species deprehenditur? Tutte queste sentenzie credo che Dante pillasse da Boezio, Nè impetrare spirazion mi valse; ora si lamenta Beatrice che non potette rivocare a sè Dante, sviato da sè, co le spirazion, nè coi sogni, e però dice: Nè mi valse; a me Beatrice a rivocare a me Dante, impetrare spirazion; cioè addimandare da Dio spirazion santa e buona, per la quale io lo rivocasse: impetrare è la grazia addimandata obtinere; spirazione è immissione subita di volontà ardente ne la mente di virtù e di buone opere fatte 3 da Dio, Co le quali; cioè spirazioni, nè sogno; ancora mi valse a rivocarlo, impetrare di Dio, e poi in 4 questa parte per visione: imperò che molti già sono tornati a ben fare per ispirazioni subitamente mandate da

  1. bona mortalibus praestare creduntur,
  2. possunt
  3. C. M. fatta
  4. C. M. e puonsi sogno in questa