Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/109

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CANTO Vii. 9i. Non, però, ch’altra cosa desse briga, Che la notturna tenebra, ad ir suso: Quella, col non poter, la voglia intriga. ’20. Ben si pori’a con lei tornare in giuso, E passeggiar la costa, intorno errando, Mentre che l’orizzonte il dì tien chius% —. Allora il mio signor, quasi ammirando, — Menane, disse, dunque, là ’ve dici Che aver si può diletto dimorando. —

  • -l’-ì. Poco allungati e’ eravani di liei.

Quando m’accorsi che ’1 monte era scemo A guisa ch«i valloni sceman quici.

  • i3. — Colà (disse quell’Ombra) n’anderemo

Dove la costa face di se grembo; K quivi il nuovo giorno attenderemo. — t2i. Tra erto e piano, era un sentiero sghembo. Che ne condusse in fianco della lacca. Là ove, più che a mezzo, muore il lembo. t25. Oro, e argento fine, e cocco, e biacca; Indico legno lucido e sereno. Fresco smeraldo in l’ora che si fiacca;

(I.) Inlriija: non polendo non si più che della mela più basso che nelle

vuole. aure parli. Esso lembo quasi finisce (F) Tenebra. Isai., Vili. 23: Ecco emuorfinel luogo ove l’avvailamenlo Ir isolazione e tenebre... e calitfine che comiocit: onde con ire passi scendesi per neque; ed e’ non potrà volar e fuori nella valle, come dirà nel Canio Vili, (tetta sna angustia. Joan., Xll. 55: lerz. 16. L’amenità del luogo, dice Camminale l’in ch’avete la luce, che l’Ollimo, è data per pena, per punte tenebre non vi colgano AdEph.,y, gere viepiù il desiderio di guesliche 8: Eravate già tenebre; ora luce, nel già furono negligenti. Signore, cóme figliuoli di luce caro- 25 (L) /«dico; indaco.— Oj-fl.-punlo. minate. — Fiacca: rompe.

(SU) Chiuso. JEn.,ì:niemclaufio (SL) O/o. Qui Pielro cila il vircornponel

Vesper Olympo.boQ..:Ctau- Rillant: Devenere locos laeton, et sum reseret diem. amoenavireta (JEn.,l). Anibr: i4». (Lì /l //uNqaf j; aMonlanali. — /.ici. rum in pratis lìore.s refulgeant. — lì. -Scemo: cavo daun lalo. — (?mjcì.- Cocco. Plin., IX. u: Coccurn Galaliae qui. rubens granum — Sereno Plinio cosi (SLì Allungati. Viia S. Girol.: lo dipinse: Nigri splendor i s, ar.fVel Non allungare il tuo aiuto da me. — sine arte, proiinus jucundi. — Smetici. È fuor di rima nel Palaflìo; eli ratdo. Oli., II: Ismeraldo tiene il Boccaccio: Quitientro. principato di tutte le pietre verdi; e. (L) Grembo. Greg Dial., II: Mons nulla gemma o erba ha maggior verdistento siuu casirum recipit. dezza. — Fiocca. Inf. VII.l..s: L’alber i. (L) Sghembo: obliquo. — Lacca: fiacca. Corpo i cui Interni slrali siano cavila. per fresca rollura divisi, mostra^ li (SDIemdo.-DoveravvallameDlo entro, perchè non ossidalo, più vivo è men fondo; il lembo della cavità è il colore.