Vai al contenuto

Pagina:Commentario rapisardiano.djvu/18

Da Wikisource.
4 Commentario Rapisardiano

chiara, la sacra arte latina„. Ma le immagini, pure e perfette, che balzavano dal suo cuore commosso, sono animate di vita moderna, gioiscono di fremiti presaghi, folgorano tutta la bellezza intima del nobile artista creatore; e le sue opere hanno tutte incontestabile valore etico ed estetico insieme.

Il culto appassionato e sincero che il Rapisardi ebbe per l’arte fu superato solo dal culto che egli ebbe profondo e senza limite per la natura. Mai egli, neppure tra le più crude sofferenze, osò maledirla come fece il Leopardi: raggiunta la maturità degli anni e acquistata la piena saggezza, riconosce in essa la unica e giusta madre e moderatrice della vita rinnovantesi perennemente nell’amore; e la chiama “santa„, e si rassegna virilmente alle sue leggi, anzi se ne compiace e si esalta. E canta, come nessuno cantò mai, le luminose ascensioni delle sorti umane, “la religione suprema del tutto vivente„. Ben possiamo dir che la sua poesia, intimamente ed eminentemente lirica, è la sincera espressione di una coscienza eroica ritemprata dalla fede nelle eterne energie della vita cosmica.

E i suoi versi riecheggiano le voci recondite e misteriose di tutti gli esseri e di tutte le cose: sono sospiri d’amore e deliri d’ebbrezza, spasimi di angoscia e gridi di rivolta, schiocchi di sdegno e inni di trionfo, così tutti armonizzati e fusi nell’unità ideale, da formare indubitamente una delle più belle melopee moderne.


III.


Eppure tutto questo non poteva essere inteso da quanti furono sviati dietro al malo esempio di una babele di poeti e critici “specializzati„, che con pretensiosa prosopopea nelle gazzette tenevan cattedra e tribuna.

Già è risaputo come Bettinelli e La Harpe giudicarono la trilogia di Dante: l’uno “un libro di erudizione„; “l’altro une rapsodie informe et absurde„; sciorinando a tutto andare tante cose insensate. Non altrimenti alcuni critici odierni sentenziarono sulle opere del Rapisardi. E