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gire„ — che se questo non è purgatorio, io non so quale esso sia!
Mi baci Giselda, e cerchino qualche conforto nell’affetto, nella bellezza della natura e dell’arte, nel sorriso della giovinezza e nella sicurezza di possedere la stima e l’amicizia di molti, non ultima fra i quali sente di potersi dire la sua
E. F. Fusinato
- Roma, li 2-2-73
- Mio carissimo,
Dalla tua lettera vedo che non hai ricevuto il Romolo. Spero che nella prossima tua lettera me ne potrai dare notizia; perchè mi preme avere l’opinione tua, con quella di pochi altri valentuomini. Credo aver battuta una via insolita alla gente di mestiere. S’io l’abbia battuta bene non tocca a me il dirlo: Massarani, Carcano, Riccardi, la Fusinato ed altri me ne scrivono o dicono cose che potrebbero farmi pigliar la superbia del tuo Lucifero. E tu che devi portar luce fra poco, portane intanto alcun poco a me, per mettermi alla ragione, se per caso le troppe lodi m’invanissero. Certo io non curo la lode plebea dei giornali. Ma se un amico mi dice con intimità calda e sincera: bravo, hai intonato giusto, io me ne consolo assai. Io non ho furia d’esser riconosciuto poeta; ho aspettato fino a 33 anni; posso aspettare dell’altro; ed anche se mi tocchi di andar via da questo mondo senza alcun saluto e senza alcun plauso della folla, quando gli amici mi sorridano sempre, me ne avanza.
Ma basti di me, e delle mie contentezze che ora sono veramente molte, così in casa come fuori. Ed io vorrei ora contribuire a contentare un poco anche te. Ma come? Non credo che sarebbe ora punto conveniente il parlare del ritiro di Aleardi, il quale me ne toccò solo un giorno molto confidenzialmente; per altra parte poi i