Vai al contenuto

Pagina:Commentario rapisardiano.djvu/26

Da Wikisource.
10 Commentario Rapisardiano

Hugo nel ’68, appena letta la Palingenesi, gli scriveva: “Vous ètes un précurseur. Vous avez dans les mains deux flambeaux, le flambeau de poesie et le flambeau de vérité. Tous deux éclaireront l’Avenir.„ E Garibaldi, all’apparizione del Lucifero: “Coraggioso! All’avanguardia del progresso noi vi seguiremo, e possa seguirvi la nazione intiera nella grande opera di emancipazione morale da voi eroicamente iniziata„. Francesco De Sanctis, che fece onorifica menzione del Rapisardi nei suoi Nuovi saggi critici, nel ’78 ministro della P. I. notando nel giovine poeta l’auspicato iniziatore di una nuova formazione d’arte, lo premiava conferendogli la nomina di ordinario di letteratura italiana all’Università.

È innegabile che l’arte è la schietta espressione di un temperamento originale; che essa, tutta materiata di umanità, ha una funzione benefica nel mondo, e c’infiora i sentieri della vita. Non esteriorità pomposa e abbagliante, ma intimità gagliarda di sentimento. Nella sua integra coscienza Mario Rapisardi trovò la limpida sorgente delle sue ispirazioni, e cantò con indomabile fervore gli affetti più santi, le aspirazioni supreme.

Guastavano intanto l’aria le mefitiche esalazioni delle accademie, risonavano ancora i campanacci e i belati dell’Arcadia; ed egli che sentiva dentro nel suo spirito il fermento dell’età nova, con giovanile baldanza nella Palingenesi — prima della Breccia di Porta Pia — intonò l’inno della rinascita, cantando “l’apocalisse del pensiero„ preconizzando “Roma, l’eterno santuario del mondo„; e poscia sorse con Lucifero, gittando il primo grido di ribellione nel campo religioso, grido che in seguito doveva ripetere più solenne e vibrato nel campo filosofico politico sociale. Così nacquero Giustizia e Giobbe e Poesie religiose e Atlantide e finalmente i Poemetti, che contengono l’essenza più pura della poesia rapisardiana.

Come ben si vede, vasta orma di sè impresse con le sue opere nell’età che fu sua il Rapisardi. La sincerità fu la sua nota caratteristica; essa mantiene in vita le sue opere e le serba alla gloria; giacchè è un fatto indiscutibile che “le idee veramente sentite, comunicandosi agli