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Pagina:Commentario rapisardiano.djvu/37

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Il carattere di Mario Rapisardi 19

l’intendo ha una funzione sociale importante e benefica: la funzione del temporale che purifica l’atmosfera„.

Egli toccò con delicatezza squisita la corda degli affetti gentili, traendone armonie soavissime; e quando ebbe a odiare, marchiò d’infamia senza ritegno tutto quanto è ingiusto, disonesto, volgare. E con piena coscienza. “Idealista intransigente ed impaziente, io, se di molte cose e di molti uomini contemporanei mi rammarico, e ne dico male con la veemenza propria dell’indole mia, spero che ne sarò perdonato in grazia degl’intenti ideali a cui ho sempre mirato con passione sincera e con entusiasmo ardente, non intiepidito nè dagli anni nè dai malanni!„.

Il suo ideale politico è tutt’uno con il suo ideale religioso. “La mia religione — confidava al Reina — non è soltanto figlia del sentimento, ma è anche frutto di meditazioni e di convinzioni incrollabili; e non cieca ed egoistica aspirazione a una felicità avvenire, ma bisogno operoso di amore e di carità, ma coscienza virile e imperterrita del vero, e coraggio e direi anche forza irresistibile di predicarlo e di attuarlo e di farlo trionfare per il bene e per la felicità possibile del genere umano„.

Così durò sempre, onde pochi anni prima di morire poteva scrivere al Farina: “Nè l’odiosa vecchiezza nè i malanni e gli odi che mi vanno ancora saettando i farisei di tutte le confessioni mi hanno rammorbidito. L’animo dura tuttavia acerbo... Timido ed umile innanzi all’Ideale, io sono ancora animoso e orgoglioso innanzi ai nani che vogliono parer giganti: la coscienza d’esser dappiù dì parecchi mi sostiene ancora e mi darà, spero, la forza di non cadere in ginocchio innanzi agli idoli venerati dal volgo„.

Perciò Mario Rapisardi volle e potè restar solo, nella sua solitudine selvaggia e far parte per se stesso, sdegnando ingreggiarsi nelle sètte [1].

  1. ↑ Credo convenevole qui riportare il mio breve chiarimento pubblicato nel Giornale d’Italia di Roma, il 17 febbraio 1919: “Signor Direttore, Nella lettera del gran maestro Nathan a confutazione di