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Pagina:Commentario rapisardiano.djvu/58

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38 Commentario Rapisardiano

ponendo e ricomponendo le parti, riveli l’anima dello autore tutta, radiosa di quella luce che è ideale bellezza e fonte perenne di elevazione ed educazione civile.

Nè si venga a ripeter che si tenta con ciò ricondurre gli studi italiani alle scuole retoriche dei Gesuiti, come vanno bofonchiando i barbassori della critica tartufaia, i quali imborrano di ben altra e più gesuitica retorica la propria coscienza incartapecorita.

“Ora che la moda porta troppo a restringere l’insegnamento delle lettere nell’arido campo della critica e della filologia — avverte in una lezione Mario Rapisardi — moda che potrebbe esser nata dall’industria e per avventura dalla malignità di separare con eruditi pretesti la mente e il cuore dei giovani dalla vita reale, per ricacciarli come già usavano i Gesuiti e rinchiuderli nei musei di una dottrina pomposa e inutile, sia lecito a me ricollegare lo studio della nostra letteratura a quei grandi problemi della vita, onde ebbe già dai nostri vecchi il nome significativo di Umanità. Giacchè io... tanto aborro dalle vacuità perniciose delle vecchie retoriche quanto dalle pretensiose quisquilie della retorica nuova„.

Par che non affatto diverso sia il pensiero di Ugo Foscolo, non che di De Sanctis, Trezza, Zumbini, Graf e altri: personalità critiche ed artistiche eminenti, che gli arcigni odiernissimi professori non arrivano nemmeno ai ginocchi.

È inutile negarlo: questi tali non riescono a nascondere la pochezza del loro ingegno e il loro smisurato livore, sia che sgallettino insolenti sgrammaticate sciocchezze, sia che, pur cercando far la voce grossa, scivolino tra un sofisma e una facezia, nell’incongruenza triviale.

Intanto ecco che interviene alla fine, in loro aiuto e in buon punto, l’autorità massima del senatore Croce a conchiudere gravemente che voler assegnare una cattedra a un poeta è lo stesso che “a capo di un manicomio debba esser collocato un folle e a capo di una corte criminale, un criminale„.

Ci voleva lo spirito di Kalemberg e di Pulcinella per metter le cose a posto e convincer tutti.