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Pagina:Comnena - Alessiade, 1846, tomo primo (Rossi).djvu/263

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250 ANNA COMNENA

verno terrebbeli solo con largo assedio rinchiusi, indugiando a combatterli di tutta forza alla vegnente primavera. Gli abitatori di Dirrachio, ripeto, commossi da queste nuove si diedero a più gravi considerazioni senza discoprirsi ad alcuno, ripensando se avessevi mezzo idoneo di provvedere alla propria salvezza e non esporsi una seconda volta ai mali e pericoli testè sofferti. Agitata lungo tempo entro di sè la faccenda e' vennero da ultimo ad unirsi infra loro, manifestando ognuno il divisato in sè stesso, e dopo non lungo dibattimento delle varie opinioni di buon grado convennero essere il miglior partito, onde torsi dalle presenti angustie, quello d'intendersela con Roberto e cedergli a determinate condizioni la città. Nel persuadere poi e sollecitare l'arrendimento ebbe molta parte in ispecie la continua insistenza d'un Colono da Melfi, il quale con molti ricordamenti ed ammonizioni fece al postutto accogliere la sua proposta, e decretare che spalancatele porte si mettesse Roberto al possesso di quelle mura. Questi, entratovi, chiamò dai quartieri d'inverno l'esercito per ristorarlo, mostrandosi premurosissimo non solo dei gravemente feriti, ma ben anche di coloro cui il ferro non avea che intaccato la superficie della pelle. Ricercò eziandio con accuratezza quanti e quali de' suoi rimanessero spenti nelle date battaglie onde supplirli, giudicando la disoccupazione del tempo vernile opportuna a soldare militi, ed unir a suoi vessilli nuove

coorti di ausiliarj coll'intendimento, non appena spuntata la primavera e messo a numero l'esercito, di portate a dirittura le armi contro l'imperatore. Il vittorioso