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Pagina:Comnena - Alessiade, 1846, tomo primo (Rossi).djvu/265

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252 ANNA COMNENA

perava il suo antagonista nella età perfetta, e minacciante quasi di scuotere con un colpo di piede l'universo, e meltere in rotta con solo un grido le falangi. Ma siffatte cose debbonsi riserbare ad altri luoghi, poichè avrannovi di quelli premurosi di commendare un tanto ingegno impiegandovi tempo e studio corrispondenti al suggetto, e non trascnrando nulla di quanto a reciso noi abbiamo qui esposto.

IV. L'imperatore Alessio, dato con breve riposo qualche ristoro alle durate fatiche, da Acri giunto a Deaboli tutto si occupava nel raccogliere gli avanzi della strage e nel soccorrere ed assistere i semispenti da travagli e dalle ferite quivi affollatisi; spediva inoltre per ogni dove banditori all'uopo di avvertire il resto de' fuggitivi che si ragunassero in Tessalonica. Di più riandando, ammaestrato da una triste esperienza, con quanto dispari mezzi si fosse cimentato coll'esercito di Roberto, e condannando affatto per l'avvenire ogni speranza da lui antecedentemente riposta in cotal specie non dirò già di militi, bensì di timidi bisogni e novissimi nell'arte della guerra, prese attenlamente a raccorre e soldare aiuti esperti nelle armi. Se non che era di grave ostacolo a questa esecuzione la mancanza di pronto danaro, nè aveavi in quelle angustie come procacciarne, a motivo dell'imprudentissimo ed inutilissimo spendio fatto dal suo antecessore Niceforo Botaniate, sotto cui narrano essersi trovato per modo esausto il tesoro che infin le porte de' luoghi destinati a custodire il pubblico danaro lasciavansi disserrate ed aperte a chiunque bramasse visitarli, non avendovi più