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Pagina:Comnena - Alessiade, 1846, tomo primo (Rossi).djvu/305

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292 ANNA COMNENA

a fe, nè per grandi progressi meritevoli d'elogio, trapassato non avendo il limitare dell'aristotelica filosofia) persuadendoli ad accordare il primo luogo di onore e diestimazione sopra ogni altra dottrina a quella de sacri Libri, e quindi agli ammaestramenti de Greci.

XL. Considerato poi che Italo era tutto nel promovere tumulti e discordie fidò al proprio germano Isaacio sebastocratere la cura di vegliarne le azioui; uomo costui sufficientissimo all'incarico, essendo pieno di amore per le lettere, non privo di cognizioni, d'animo forte e certo di superare gli ostacoli cui s'avvenisse nel condurre a buon fine i suoi intraprendimenti. Di fatto e' trovò Italo quale mio padre, fondato sulla pubblica opinione, lo avea in sospetto. Laonde obbligollo di comparire alla sua presenza nel mezzo di numeroso consesso, e quindi per ordine dello stesso augusto fratello si rimise il reo unitamente al processo di Jui nell'ecclesiastico tribunale. Quivi il forsennato vie peggio infuriando per essergli troncata ogni via di occultare più a lungo la propria ignoranza, e vanamente adducendo in sua difesa dogmi contrarj ai sacri canoni ed altre mille bazzecole, nè meno di prima fiero mai sempre, petulante e maledico nel citare al cospetto de' padri e capi della Chiesa documenti di umana ed abbominevole natura, per comune sentenza fu consegnato ad Eustrazio Garida, presule del sinodo, dell'aduaanza e sede, onde persuaderlo, mediante l'struzione, a professare più sane dottrine. Ma egli correndo i pochi giorni di sua dimora col prelato negli edifizj sovrapposti a gran tempio, con fittizie parole e fallaci argementazio-